20 Maggio 2012, 07:27:19

Autore Topic: [La Proposta di Axel] The role of the Ring.  (Letto 28242 volte)

Offline Dyni Crippler

  • Redattore
  • Utente Eroico
  • ***
  • Post: 1.376
  • Reputazione: 187
  • L'omino che cade
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #580 il: 06 Novembre 2011, 20:54:06 »
N.B. Should be ok now.

Lo stupore iniziale ben presto lascia spazio a una fragorosa risata. Una risata degna del Joker: cinica, malata, carica di follia. Le lacrime cominciano a scorrere, tanto che rido. Quando, finalmente, mi sono calmato, mi avvicino a... uhm... Scacchiera.
"Ah, caro amico, questa non me l'aspettavo! Cavie per qualcun'altro! Un destino tutt'altro che felice, no? E perchè? PERCHÈ NON SAPEVAMO COSA FARE!"
Un'altra risata maniacale mi sfugge dalla bocca. Sempre col sorriso alla bocca, ricomincio a parlare.
"Sai cosa abbiamo imparato in questo viaggio? Lo vuoi sapere, presumo? Si, immagino. Insomma, non vorrai limitarti a un 'Lol, siete cavie e basta'? Sarebbe triste."
Mi volto, guardando verso il soffitto.
"Abbiamo appreso tante cose... una di queste è che i Progettisti sono dei gran bastardi. Ma presumo lo sappiate già, no? Voglio dire, avrete fatto un minimo di analisi logica sulla ribellione di Will? No? Evidentemente non siete poi tanto intelligenti."
Mi volto di nuovo.
"In secondo luogo, abbiamo appreso che il confine tra la vita e il sogno non è poi così ampio. Ti dirò: questa nuova vita... mi piace. La vita che facevo prima era... brutta. Noiosa. Superficiale. Monotona. Trova tu un altro aggettivo adatto. Vivere sul filo del rasoio? 'Sognare' sul filo del rasoio? Questo si che mi piace. Molto più della patetica vita che facevo prima."
Mi avvicino di qualche passo all'uomo.
"Poi ci sono le cose che abbiamo perso. Abbiamo perso un amico, sai? Penso sia stato ucciso da uno degli imbecilli che lavorano per te. Presumo che tu non abbia calcolato che le tue patetiche proiezioni oniriche potessero sviluppare emozioni contrapposte alle tue, no? Il tuo Progetto manca di fondamenta, idiota."
Mi avvicino, ormai il sorriso si estende da un lato del volto all'altro.
"Ma c'è anche qualcosa che abbiamo ottenuto, sai! Io ho un nuovo amico: Zach. Che poi altri non è che me stesso, ma se non puoi essere amico con te stesso con chi puoi essere amico!"
Gli appoggio una mano sulla spalla.
"E il mio amico Zach, qui, ha una cosa da dirti. Una singola parola che riassume tutto ciò che sto provando in questo momento. Prego, Zach."
Il volto diventa improvvisamente serio. Imbronciato, arrabbiato, quasi furioso. Il viso di uno che ha attraversato l'inferno solo per scoprire che tutto ciò che amava è andato perso.
"Crepa."
Lo calcio, per deconcentrarlo l'istante che mi serve. Balzo indietro verso una delle guardie e affondo la falce nel collo.
Lo rifaccio.
E ancora.
E ancora.
Smetto solo quando il suo sangue ormai mi ha decorato il volto.
Balzo indietro e mi metto istantaneamente in posizione di difesa, tenendo d'occhio gli altri e confidando nell'abilità dei miei compagni.
"AVANTI!"
« Ultima modifica: 06 Novembre 2011, 22:42:58 da Dyni Crippler »
Sun Shiranui: BiT, smettila di giocare a Tropico :(

Offline Sun Shiranui

  • Amministratore
  • Utente Eroico
  • *****
  • Post: 6.666
  • Reputazione: 666
    • Mostra profilo
  • Nome Skype: [hmmsun]
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #581 il: 06 Novembre 2011, 21:06:38 »
Niente descrizione più accurata della stanza? :(


Edit: Suggerisco un approccio più cauto. Harlan dovrebbe fingere di consegnare il bastone, ed invece scagliare via il tizio a scacchi. Contemporaneamente lascerò cadere il fumogeno mentre io e Dyni uccidiamo le guardie.
Fed nel frattempo sparerà allo scienziato o a Mr. Armadio.
Meglio evitare i monologhi, altrimenti ci uccidono.

« Ultima modifica: 07 Novembre 2011, 22:18:28 da Sun Shiranui »

Offline The F Guy

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 2.467
  • Reputazione: 399
  • Super-Utente-Mega- Esponenziale-Rullante
    • Mostra profilo
    • TecnologiaSemplice.it
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #582 il: 08 Novembre 2011, 22:08:10 »
Bene. Fantastico. Un gioco. Ed io sono il personaggio. O meglio, la pedina. Impotenza allo stato puro. Ricompensa? E che me ne faccio? Io voglio il potere, la libertà. E qui di certo non manca. Ho assaggiato l'onnipotenza, ho maneggiato il pennello di Dio, sono stato l'Alfa e l'Omega. Al solo pensiero del folle appagamento provato nel toccare l'obelisco, penso che sono nato per questo. "better to reign in hell than serve in heaven" è stato detto. Maledettamente giusto.

Beh, se è un gioco, giochiamo. E non sono la pedina. Non sono il beta tester. Non sono il protagonista. Non sono il bug. Io sono l'ultimo livello. Io sono il passo finale. IO SONO IL MODDAFUCKIN FINAL BOSS. Che se il gioco deve finire, almeno sia una sfida degna.

Istintivamente affondo il dito sul grilletto della Carabina, anche se so che è scarica, ma in cuor mio un'ultima speranza di sentir partire un colpo ancora vive. E se il colpo non parte, sono pronto a menar mazzate in ogni direzione.

@Sun: Ehr, io sono disarmato °° O meglio, la Carabina è scarica.

Offline Sun Shiranui

  • Amministratore
  • Utente Eroico
  • *****
  • Post: 6.666
  • Reputazione: 666
    • Mostra profilo
  • Nome Skype: [hmmsun]
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #583 il: 09 Novembre 2011, 16:31:27 »
Devi solo capire come usarla :sisi:

Offline Harlan Draka

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.395
  • Reputazione: 167
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #584 il: 14 Novembre 2011, 16:27:40 »
Io non ho il tempo di riflettere che hanno i miei compagni: mani rapaci stanno per avvinghiarmi il bastone. L' unico pensiero che mi passa per la mente è che o Fed nell' altra vita ha letto Paradise Lost, o ha giocato Deus Ex, non lo so. Ma non importa, ora, perché dietro quegli occhialoni brucia un desiderio che la follia alimenta. Non ho tempo per fingere arrendevolezza, tentare di negoziare o dire alcunché. E anche se lo avessi, non farei nessuna di queste cose. Scuoto il bastone e osservo in un eterno attimo il Mana scorrere come un fiume in piena pronto ad avvolgere e travolgere chi è già stato travolto da se stesso. Per una vita che oramai esiste solo in un sogno, per chi vive una realtà onirica in modo molto più umano di chi vive quella vera, contro persone vere più bestiali dei mostri che vivono nei sogni.
Grazie, oh Pkmns dalla infinita saggezza Zeldosa :sisi:
- Sun Shiranui

Offline The F Guy

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 2.467
  • Reputazione: 399
  • Super-Utente-Mega- Esponenziale-Rullante
    • Mostra profilo
    • TecnologiaSemplice.it
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #585 il: 14 Novembre 2011, 21:17:18 »
Paradise Lost :sisi:

Offline Il Master

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.067
  • Reputazione: 263
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #586 il: 27 Novembre 2011, 23:58:49 »
Tutti i presenti sembrano rimanere interdetti dal monologo di Dyni. A quanto pare, si aspettavano davvero che voi avreste consegnato le armi e sarete rientrati nei vostri ranghi, servi di nuovo del Progetto.
Una voce femminile vi riecheggia nella mente.
"No. Di nuovo non è corretto."
Poi tocca a Federinik stupire i Progettisti con la sua citazione e la sua esplosione di collera.
Ancora una volta, è la voce a rispondere.
"No. Anche tu, Federinik, ti sbagli. Consegnandovi nelle mani del Progetto non servireste in paradiso, ma all'inferno. Cavie, per tutta la vostra vita."
Cala il silenzio. Scacchiera alza la testa. Evidentemente, anche lui ha udito la voce, cancellando ciò che rimaneva del suo antipatico sorrisetto dal volto. Quando la riabbassa ha la carabina di Fed puntata in mezzo agli occhi.
Avete riconosciuto tutti la voce, pur non avendola mai sentita.
Anche lui.
-"Oh no..."
Oh si.
Scatenate la vostra furia.
Stavolta il bersaglio è più rapido di quanto non fosse al vostro primo incontro e riesce a schivare il proiettile per un soffio, rimettendoci il cilindro anzichè il cranio.
"Ricordo, cari progettisti. Ricordo molto bene, e presto lo faranno anche i vostri quattro "beta tester"."
Tocca a Dyni tentare di completare il lavoro del Fuciliere. Sferra un calcio alla figura chinata di Scacchiera colpendolo alla spalla, poi flette la gamba ancora a terra, pronto a balzare indietro.
"É giunto il momento che sappiano chi veramente sono, non trovate?"
É però troppo lento a ritirare il piede. Qualcosa lo afferra e lo strattona con forza, facendolo barcollare in avanti.
"Partiamo dalla vostra provenienza, con un'informazione probabilmente ovvia. Voi non siete davvero Progettisti. Voi siete Plansietiani."
É il Generale. Guarda Dyni, sorride, e con la mano ancora libera afferra la Falce.
"Ma da dove venite, di preciso? Plansiet è grande. Molto grande. Non sarebbe allora più interessante conoscere il vostro nodo?"
L'equilibrio dell'avventuriero è precario. Ancora chinato, Scacchiera gli avventa un calcio sugli stinchi.
"Se la risposta è si, se siete curiosi di saperlo, allora siete fortunati. É lo stesso da cui vengo io."
Il colpo non è molto forte, ma è ben piazzato. Non è mirato evidentemente a far danni, bensì a sbilanciare...
"Vi dirò di più, lo avete anche visitato durante la vostra avventura."
...e ci riesce benissimo.
"Anzi, sarò più precisa: è quello in cui essa è cominciata. Ciò che avete visto, purtroppo, è quanto ne rimaneva."
Dyni cade. La falce gli sfugge di mano.
"Purtroppo non so come sia potuto succedere. É ciò che Federinik, il Maestro Fuciliere, il miglior elemento dell'Esercito di Guardia del Plasmatore stesso, stava cercando di scoprire."
Scacchiera solleva la testa, rivolgendosi alle guardie imbambolate.
-"COSA CAZZO FATE IMMOBILI? AGITE! SIETE PAGATI PER QUESTO!"
"Il caos... è stata un'apocalisse. Pochi sono sopravvissuti. Immaginate la mia disperazione. Immaginate la VOSTRA. Ultimi superstiti di un intero mondo."
Le guardie sgranano gli occhi, si guardano, poi cominciano a sollevare le armi, mentre il Generale solleva la falce per porre fine alla forma onirica di Dyni.
"A salvarci è stato il treno. Prima che il nodo cedesse sotto la pressa del Caos lo avete abbandonato alla ricerca ognuno di qualcosa di diverso."
Grazie all'intervento di Harlan il suo tentativo fallisce miseramente. Come già in precedenza, l'Avventuriero lo scaglia via con un rapido gesto del bastone, mandandolo a sbattere violentemente contro una delle quattro vasche poste sul fondo della stanza.
"É stato per puro caso che siete approdati tutti e quattro sulle rive del Progetto, più o meno volontariamente. Federinik, ed Harlan, voi, che eravate più di tutti legati al vostro Nodo, posso ipotizzare che foste alla ricerca di un modo di farvi ritorno una volta esauritasi la catastrofe."
Shiranui scaglia a terra una pozione e la stanza si riempie improvvisamente di fumo. Le guardie, finalmente pronte, cominciano a sparare alla cieca.
"Per quanto riguarda Dyni e Shiranui, non so purtroppo dire cosa vi abbia portati tra le braccia del Progetto. L'unico modo che avete per scoprirlo è di recuperare la vostra memoria."
Sentite risuonare la stridula voce isterica di Scacchiera:
-"COSA FATE IMBECILLI!? SMETTETELA DI SPARARE! RISCHIATE DI COLPIRE LE APPARECCHIATURE!"
"Per Shiranui posso forse ipotizzare che sia stato attratto dal progetto per... affinità di interesse. Nel Nodo eri infatti uno degli Alchimisti più ricercati, e sicuramente il più eclettico, conosciuto soprattutto per aver condotto una ricerca passando gran parte della tua vita come apprendista Sciamano presso una popolazione druidica stanziata al limitare del Nodo."
In risposta all'appello del progettista sentite il suono di uno schermo che esplode ed il rumore di una scarica elettrica ai lati della stanza.
"Questa, secondo la tua biografia, è l'origine delle tue tisane rinomate e dei tuoi infusi quasi miracolosi che tanto ti hanno reso famoso."
L'irosa reazione di Scacchiera non si fa attendere.
-"MALEDETTI CRETINI, SE AVETE DANNEGGIATO QUALCOSA DI IMPORTANTE VI AMMAZZO CON LE MIE MANI! Jeff, cos'hanno COLPITO?"
"Dyni, sul tuo conto so qualcosa di più, dato che ero... come potremmo dire, il tuo contatto? Se non sbaglio, nel tuo unico ricordo prendi una valigetta ed un messaggio da una persona."
Per la prima volta sentite la voce dello scienziato in camice bianco che avete visto davanti ai computer.
-"Brutte notizie... era il computer di controllo per l'assopimento automatico. Una volta uccise le forme oniriche l'unico modo che avremo per riaddormentarli sarà l'override manuale dei comandi."
-"... aaaaaAAAAAAARRRRGH!!!"
"Quella persona ero io, e quel messaggio era da parte di... un'associazione, potremmo dire, di cui volevi entrare a far parte. Mi sono permessa di leggerlo, e, se ti interessa, conteneva l'approvazione della tua richiesta, più l'invito ad aprire la valigia in privato. Non credo comunque che ti dispiaccia se rivelo a tutti chi fosse il mittente."
-"Ora... ORA BASTA! LanFonDerMos!"
Il corpo di Scacchiera si accende al centro della stanza, come una specie di faro celeste, risplendendo nella nebbia per qualche secondo, poi il bagliore diventa sempre più bianco e la nebbia comincia a vorticare.
"Ricordate gli Agenti della Morte di cui vi ha parlato Will? Dyni, in quella valigetta c'erano le informazioni e gli strumenti necessari per metterti in contatto con loro ed accedere alla loro sede per andare a completare la tua "investitura", ricevere la tua Falce e diventare ufficialmente uno di loro."
Il mana viene incanalato negli scacchi bianchi della sua veste, che subito si trasformano in tante piccole finestrelle aperte su una ventosa giornata di sole, proiettando stretti ma intensi fasci di luce in tutta la stanza e generando possenti folate di vento, come piccoli uragani, a spazzare via il fumo.
"E per finire, ultimo ma non ultimo, Harlan. La tua identità è a mio parere decisamente interessante, nonchè una delle più importanti del nodo. Ricordi il sogno che hai fatto al secondo piano della casa ove le vostre peripezie oniriche sono iniziate?"
La copertura fornitavi dal fumo è saltata troppo in fretta, lasciandovi ben poco tempo per nascondervi, attaccare, o fare alcunchè. Purtroppo, la spada di Shiranui poco ha potuto contro le protezioni delle guardie, riuscendo solo a ferirne lievemente una che, gridando, tenta di puntargli contro il fucile.
"Non era un sogno, ma un ricordo che tornava. Il vecchio che ti dava indicazioni su come sfruttare il bastone, Harlan, era la figura più importante del nodo, colui che tutto attorno a sè aveva creato."
Quando la nebbia si dirada, scoprite che la situazione non è delle migliori. Il Generale, dal fondo della stanza, ha impugnato di nuovo la falce e si avvicina tetro a Dyni. Federinik prova a sparargli un colpo, ma le sue membra sono troppo intorpidite. Una strana melodia risuona dal fondo della sua testa, anzi, della testa di tutti voi. É stanco, rallentato. Troppo. Lo siete tutti. Avete difficoltà a coordinare i vostri movimenti, le gambe non rispondono, le braccia sono inferme.
"Quell'uomo, Harlan, era il Plasmatore, e tu ne sei, anzi ne eri, l'unico allievo. Quel bastone che stringi tra le mani è tuo, è la sua eredità e recuperando la memoria sarai in grado di utilizzarlo al pieno delle sue capacità."
A questo punto sentite una risata. Vi girate tutti verso Scacchiera. Un sorriso malato gli è apparso sul volto.
-"Allora sono contento che ciò non possa accadere. Non vi sveglierete mai, fino alla fine dei vostri giorni. Ogni volta che morirete in forma onirica, noi vi cancelleremo di nuovo i ricordi e vi riaddormenteremo. Vi uccideremo e vi ricreeremo. Nostri burattini ancora a lungo."
Detto ciò, solleva una mano guantata, la apre e la punta verso Federinik. É percorsa da piccole scariche elettriche blu ed il mana ne fluisce copioso, incanalandosi verso il palmo. Contemporaneamente, Harlan sente qualcosa premergli contro la schiena. Gira la testa, è il fucile di una delle due guardie.
L'altra è intenta a puntare il suo alla tempia di Shiranui.
Il Generale, dal canto suo, ha già sollevato la falce sul corpo di Dyni.
Scacchiera ostenta la sua macabra felicità con un sorriso tirato, anzi, un ghigno.
-"Ed ora, signorini, procederemo col compiere l'atto che darà di nuovo il via al ciclo. Se volete scusarmi...
PsiTenDer!"
E come un segnale che tutti attendevano, scatena su di voi l'ira dei Progettisti che avete contrariato. Una specie di fiume di fulmini sgorga dalla sua mano trapassando e folgorando Federinik ed una sventagliata di proiettili dilania il cranio e la schiena di Shiranui ed Harlan, mentre la Falce della Morte, la SUA falce, squarcia il petto di Dyni.
I rumori vi arrivano ovattati. Sentite il sogno sfuggirvi di mano. La melodia è sempre più forte nella vostra mente. Non sentite dolore, non provate tristezza. Solo tanto, tanto sonno.
Poi, più nulla.
http://laxel992.deviantart.com <----Profilo su deviantart

Offline The F Guy

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 2.467
  • Reputazione: 399
  • Super-Utente-Mega- Esponenziale-Rullante
    • Mostra profilo
    • TecnologiaSemplice.it
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #587 il: 28 Novembre 2011, 21:05:23 »
O:

Offline Dyni Crippler

  • Redattore
  • Utente Eroico
  • ***
  • Post: 1.376
  • Reputazione: 187
  • L'omino che cade
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #588 il: 28 Novembre 2011, 22:22:29 »
We died, but now we're gonna KICK ASS.
Tranne io, fonti attendibili mi suggeriscono un futuro come prostituto. Deprimente.
Sun Shiranui: BiT, smettila di giocare a Tropico :(

Offline Il Master

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.067
  • Reputazione: 263
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #589 il: 26 Dicembre 2011, 16:17:32 »
Ricordate...

Ricordate la vostra vita passata... le vostre menti finalmente libere... ricordi di felicità... ricordi di libertà... ricordi di potere...
ricordi di morte... di caos... ma anche di vita... di ordine...
ricordi... non più mescolati, come in un calderone, non più condivisi e vaganti da una mente all'altra ma distinti, definiti, di nuovo in possesso della propria identità.
Ricordate... no, SHIRANUI ricorda quasi una vita intera passata in mezzo ai Tòomaha, una tribù semi-civilizzata di leggendari druidi e sciamani cultori della potenza salvifica e distruttiva della natura, conoscitori delle più potenti erbe dei più "vicini" Nodi di Plansiet. Ricorda di come la sua vita passava felice durante il suo apprendistato presso Teehèrìme, il capo degli sciamani, nonchè il più anziano membro della tribù, di come aveva da lui imparato a mescere le più mirabolanti pozioni ed i più letali veleni e di come, con le sue conoscenze di scienza chimica avanzata, fosse riuscito a renderle ancora più mirabili e temibili in un miscuglio unico di artificiale e naturale, capace persino di riportare in perfetta salute chi si trovasse ormai ben oltre il baratro dell'oblio... o viceversa. Tra tutti i ricordi, uno lo colpisce particolarmente... c'è... c'è lo Sciamano che parla, parla e parla come sempre, e come sempre Shiranui lo ascolta, o almeno ci prova... il vecchio ha una voce... antica... profonda... cullante, quasi... induce il sonno e mina la capacità di concentrazione... stavolta però non è un male. Teehèrìme sta spiegando i principi che stanno alla base di alcuni veleni ricavabili da una pianta molto comune, considerata spesso un'erbaccia, caratterizzata da una notevole resistenza. I fluidi da essa estratti, dice il Maestro, hanno l'utile capacità di rimanere uniti in gocce grosse quanto un'unghia senza disperdesi se non a contatto con superfici porose in cui poter filtrare... come, ad esempio, la pelle umana, il che rende questa sostanza un OTTIMO veicolo per i veleni a spargimento, anche considerando il fatto che la sua presenza non ne alterava considerevolmente gli effetti.
In sè per sè la spiegazione risultava noiosa e favoriva la divagazione mentale e le fantasticherie...
capacità di resistere in gocce in ogni situazione... ottimo veicolo per i veleni...
Avranno mai provato, questi sciamani, ad unirla ad un composto esplosivo?
Il ricordo si chiude. Se ne apre un altro. Shiranui che, come uno scienziato pazzo, compie esperimenti sull'estratto di Glomerica, come denominata dagli scienziati molto tempo prima. Procurarsi gli ingredienti per preparare l'esplosivo è stato semplice, così come la strumentazione necessaria per mescere le sostanze alchemiche. É bastato un salto in città...
Il potenziale distruttivo della composizione è enorme, non che gli interessi qualcosa. Lo fa solo per interesse personale... e per la scienza, ovviamente. Non ci vogliono che pochi giorni per trovare una soluzione stabile che unisca l'effetto paralizzante di un subdolo veleno e la resistenza della Glomerica all'esplosività della nitroglicerina, quest'ultima in modeste quantità onde evitare disastri e dispersione eccessiva del resto del composto, ovviamente.
Ricorda i tentativi... i fallimenti... per sua fortuna le sue conoscenze pregresse gli permettono di evitare esplosioni incontrollate, ma durante le prove inevitabilmente qualche goccia di veleno gli cade addosso, paralizzando di volta in volta l'arto toccato per interi minuti. Sorride all'idea di ciò che potrebbe fare una boccetta di composto finito scagliata in mezzo ad un gruppo di persone... per esempio, un drappello di soldati...
Ancora, il ricordo svanisce per lasciare il posto ad un altro, più recente, MOLTO più recente, risalente a meno di un'ora fa. Allora capisce perchè proprio questi ricordi, tra tutti, sono riaffiorati con tanta forza. É per via della Glomerica. Nella visione il nome della pianta risalta, nero, sull'etichetta bianca di una boccetta piena il cui contenuto viene svuotato dall'alchimista nel bollitore appena recuperato dagli scatoloni, assieme alle altre componenti per ricreare lo stesso, resistentissimo veleno paralizzante che in una vita precedente tante lodi gli avevano portato.

Nello stesso momento anche i ricordi di Dyni riaffiorano. Sono ricordi felici... ricordi della sua infanzia... ricordi di quando viveva con i genitori nella sontuosa casa in campagna da sempre proprietà della sua famiglia... giocava... rideva... scherzava... non che il suo atteggiamento sia cambiato molto, dopo aver visto il suo primo cadavere... dopo aver scoperto il vero lavoro del padre, all'età di otto anni.
Tra tutti i ricordi dell'infanzia è proprio quello a farsi avanti con più naturalezza in un susseguirsi di immagini.
Si trova da solo nel salotto di una bella villa, seduto su una sedia a leggere un fumetto prestatogli dal padrone di casa.
Ricorda di essere andato lì con suo padre. Che grande persona era. Affettuoso, generoso... non gli faceva mai mancare il suo affetto e sovente tornava a casa da lavoro con qualche nuovo giocattolo in tasca, sempre sorridente, sempre elegante. Si presentava sempre come "uomo d'affari" ed era sempre in giro per il Nodo impegnato a... beh, Dyni non sapeva bene cosa, all'epoca. Quando tornava a casa parlava del proprio lavoro il meno possibile. Proprio mentre pensa a quanto sia fantastico suo padre il futuro avventuriero si accorge di avere un urgente bisogno di andare in bagno. Purtroppo non è mai stato in quella casa e non sa dove trovarlo. Vorrebbe chiederlo al padrone ma è in un'altra stanza a discutere di qualcosa di importante col genitore, ed entrambi gli avevano espressamente richiesto di non disturbarli per nessun motivo. Lui rimarrebbe anche seduto ad aspettare, ma la pipì gli scappa troppo forte... non gli rimane altro da fare che aprire a caso qualche porta di quella casa maestosa. Però... le porte sono davvero tante... quale sarà quella giusta? Almeno ci fossero ancora i domestici per poterlo aiutare... a proposito, chissà che fine hanno fatto?
Apre la prima che trova uscito dalla stanza. É la cucina, accidenti. Prova con quella accanto. Uffa, è il salone. Bello però... il camino è molto più grande di quello che hanno loro a casa. Vorrebbe vederlo acceso, ma ha davvero TROPPO bisogno del bagno. Chiude la porta e sale al secondo piano. Ancora, dei domestici nemmeno l'ombra.
Quante stanze! Ne conta almeno dieci! Comincia di nuovo ad aprire porte a caso, senza bussare. Una... uff, camera da letto... due... un'altra camera da letto... tre... no, questa è una specie di sgabuzzino... quattro... ssst! Accidenti! Papà! Deve fare molto silenzio e richiudere la porta in fretta. Suo padre è molto buono, ma si arrabbierebbe sicuramente moltissimo se lo interrompesse durante il lavoro. Fortunatamente sa essere DAVVERO molto silenzioso quando vuole.
Sta per tornare sui suoi passi quando si accorge che qualcosa non quadra. Il padre non è seduto, ma chino su... su qualcosa di grosso buttato a terra sul tappeto. Sembra...
Non SEMBRA. Quella cosa É il padrone di casa. Dyni sa che dovrebbe andarsene ma è troppo curioso per farlo. "Papà?" sussurra. Suo padre si gira, allarmato. Quando lo vede sembra tranquillizzarsi e sorridere. "Dino! Non ti avevo sentito arrivare!". Poi però si fa pensieroso ed il suo volto si rabbuia. "Cosa ci fai qui? Ti avevo detto di aspettarmi di sotto.". Dyni si giustifica dicendo che gli scappava, non sapeva dove fosse il bagno e non c'era più nessuno a chi chiedere e papà, cos'ha il signore che non va? Si sente male?
Allora il padre gli va incontro, di nuovo sorridente. La sua voce è calda e rilassata, affettuosa come sempre. Allora gli spiega. Gli dice che quello è il suo lavoro: fare in modo che certe persone che hanno fatto cose brutte non possano più nuocere a nessuno, e qualcuno lo pagava per aver fatto una cosa giusta ma che molti non sarebbero stati in grado di fare, dato che spesso le persone cattive non hanno problemi ad uccidere qualcuno se si sentono minacciate, e talvolta si circondano di servitori disposti a difenderli ad ogni costo, e lui deve sbarazzarsi anche di loro, cosa che non tutti sanno fare, dato che ci vogliono tanta abilità ed allenamento.
Dyni lo guarda perplesso.
"Come in un videogioco?"
Il sorriso del padre si allarga, radioso.
"Si, Dino. Come in un videogioco."
Ora anche il bimbo sorride.
"Sembra divertente. Papà, da grande voglio essere come te."
I due si abbracciano affettuosamente, poi il ricordo scompare per lasciare spazio ad una rapida successione di immagini, riassunto di anni di allenamento per poter prima eguagliare, poi superare il padre nel suo lavoro, fino a diventare l'assassino professionista più stimato e temuto del nodo, talmente silenzioso e letale da poter uccidere a mani nude una persona in una stanza vuota senza essere udito. Il suo talento naturale non è passato inosservato, giungendo infine alle orecchie degli Agenti della Morte che, dopo un anno di attenta valutazione, hanno deciso di invitarlo a far parte del loro riservato... club, facendogli pervenire mediante Ana la valigetta contenente le istruzioni necessarie per entrare in possesso della propria falce, nonchè una discreta somma di denaro dalle più disparate forme, certamente proveniente da altri Nodi.
Il suo ultimo ricordo riguarda proprio le istruzioni contenute nella valigetta. Cosa di preciso ci fosse scritto è impossibile dirlo, non è una macchina capace di memorizzare un testo dopo una singola lettura. Il concetto fondamentale però è chiaro: gli veniva richiesto di viaggiare sul treno internodale indicatogli da Ana fino al capolinea, allontanandosi dall'apocalisse incombente sul suo Nodo e di farvi ritorno mediante l'appoggio di un certo gruppo di scienziati che si facevano chiamare Progettisti, senza però rivelargli nulla della propria identità. Nel testo, poi, si menzionava nel dettaglio in cosa consistesse l'esperimento a cui si sarebbe dovuto sottoporre e, soprattutto, si faceva esplicitamente riferimento all'episodio della vostra danza con la morte nella sala da ballo, seguita dalla seguente frase, sottolineata:
"Le raccomandiamo, quindi, di avere la massima cura della falce che riceverà dalla "Morte" in quanto essa sarà il suo segno di riconoscimento ufficiale come membro della nostra associazione, nonchè lo strumento con cui necessariamente dovrà compiere gli omicidi che le verranno commissionati", seguita ad una serie di note inerenti a pagamenti, stipendi, beghe legali e quant'altro, più l'invito a leggere con attenzione un altro foglio contenuto nella valigetta in quanto primo contratto di lavoro in qualità di nuova recluta:
uccidere Sindrel Chieris, informalmente noto come Scacchiera.

La mente di Federinik non è da meno. La memoria ritorna con facilità, facendo riaffiorare un nobile passato, mostrando immagini di trascorsi come milite semplice, come capo della milizia, come membro del corpo di guardia scelto del Plasmatore, come eroe del Nodo e come suo Protettore. Una vita radiosa, segnata da una rapida scalata verso i più alti ranghi dell'esercito nel quale si distinse, ad ogni occasione, per brillantezza, lucidità di pensiero in ogni situazione, altruismo e spericolatezza... senza contare un talento naturale per le armi da fuoco. Non si mostrano ricordi particolari, se non quello gioioso della cerimonia per la sua nomina come guardia scelta del Plasmatore, o come quello... si, questo pare più interessante... quello in cui dimostrò a tutti di meritarsi più di ogni altro degno di portare il titolo di Gran Fuciliere del Nodo. Non fu la sua superiorità in battaglia, o la sua indiscutibile abilità con i fucili, o ancora la sua mira infallibile. No, fu qualcosa di più... Arcano. Fu la manifestazione della massima espressione della sua affinità con i proiettili. Non c'è da chiedersi quale ne sia l'origine, non fu il primo e non sarà l'ultimo in grado di sfruttare in quel modo il Mana. Non è un potere ereditario, non gli è stato insegnato da suo padre, un semplice orologiaio, nè da sua madre, ricercatrice sempre troppo impegnata a studiare nuove tecnologie per conto della Magna Università. No, quello di Federinik è il suo Talento Arcano Focalizzato (o, a seconda delle occasioni, Arcanismo Innato), come viene comunemente chiamato un Arcanismo sviluppato a discapito degli altri. Il Fuciliere, infatti, per quanto abile nell'arte della guerra non si è mai dimostrato portato per l'uso del Mana. Egli, anzi, dove in ogni altro campo risultava più brillante di molti altri, aveva pesanti difficoltà a far suoi anche gli arcanismi più semplici, pur avendo dimostrato, durante l'infanzia, di poter manifestare il proprio Mana sotto qualche forma visibile. I suoi istruttori non riuscivano a capire, e coloro che capivano, ovvero gli Arcanisti più edotti, non parlavano per non influenzare il naturale sviluppo del Talento. Non doveva essere piacevole dimostrarsi inferiore in quel campo, ma a Federinik pareva non importasse. Quando si parlava di Mana la sua mente presto volava alle armi da fuoco, ricorda, per qualche strana associazione di idee che albergava nei suoi recessi. Al compimento del ventesimo anno di età, capì. Fu quando gli regalarono una splendida carabina di pregiata fattura, col calcio finemente intarsiato e la canna decorata da piccoli motivi floreali. Federinik lo ricorda come se fosse appena accaduto. C'erano due colpi in canna. Provò subito su un bersaglio di paglia. Pa-pam, due colpi in rapida successione al centro della circonferenza rossa. Si innamorò all'istante di quell'arma che sembrava fatta apposta per la sua mano. Quasi estasiato si apprestò a ricaricare. Qualcosa però minacciò la sua gioia. Quell'opera d'arte non era perfetta. Quel magnifico exploit del genio ballistico aveva un inimmaginabile difetto: il caricatore. La levetta che lo controllava sembrava incastrata, anzi, bloccata. Avvicinandosi fin quasi a toccare il ferro con le pupille, Federinik vide che era non si era semplicemente spostata o rotta, bensì era stata proprio costruita fuori sede, rendendo irrealizzabile qualsiasi ipotesi di riparazione da parte di qualcuno di diverso dal suo creatore. Non ti preoccupare, dissero i genitori, la facciamo riparare. Ci vorrà del tempo, ma funzionerà.
Questo Federinik lo sapeva bene. Sarebbe bastato aspettare qualche giorno. Nel frattempo avrebbe potuto continuare ad usare le vecchie armi, come se nulla fosse successo.
Però... però non sarebbe stata la stessa cosa. Non era vero che nulla era successo. Si era innamorato, innamorato di quell'arma, e questo non è un fatto trascurabile. Fu come un colpo di fulmine, un amore a prima vista. Sentiva il bisogno di sparare con QUEL fucile, e lo doveva fare subito. Anzi, non si limitava a sentirne il bisogno: lui VOLEVA sparare con quell'arma, e lo voleva con tutto se stesso. Questo, QUESTO conta.
Perchè è proprio il volere a governare il Mana.
Fu allora che si manifestò l'apoteosi di questo suo amore per le armi da fuoco. Per la prima volta Federinik sentì la sua anima rispondere suo desiderio e muoversi d'accordo con esso. La sentì reagire alla sua volontà e fluire dalle sue mani attraverso il calcio e la canna del fucile e sotto lo sguardo sorpreso dei genitori riversarsi in esso copioso, rendendolo a poco a poco sempre più pesante. Quando il flusso si interruppe, il ragazzo mirò al fantoccio, tremante per l'emozione e mezzo rintontito dallo stupore, con la nuca che martellava come un martello pneumatico. Premette il grilletto. Ne seguì una deflagrazione.
L'arma era di nuovo carica.
Come già accennato, all'esame delle più alte cariche del Nodo fu proprio questo il fattore che maggiormente ne influenzò il giudizio, permettendo al futuro avventuriero di sbaragliare la concorrenza ed accaparrarsi il titolo di Gran Fuciliere.
Col tempo il suo fanatismo è scemato, lasciando spazio alle altre qualità necessarie per fare di lui un buon condottiero ed un uomo affidabile, ma il suo Talento è rimasto accompagnandolo persino in questa avventura senza memoria.
Perchè, come ormai avrete capito, non è la Carabina trovata nella sala da ballo a rigenerare i suoi proiettili: è il Fuciliere.
Per la cronaca, non è la stessa Carabina dei ricordi di Federinik. Quella andò distrutta l'anno successivo durante una battaglia. Bella, ma non molto resistente.
Ma questo ricordo è irrilevante.

Più interessante sarebbe il motivo per cui il Gran Fuciliere si è salvato dall'Apocalisse che ha investito e devastato il Nodo, ma il ricordo inerente appare più dettagliato nella mente dell'ultimo (non per importanza) dei quattro avventurieri: Harlan Draka, l'apprendista del Plasmatore. Come venne selezionato, tra tanti aspiranti, è abbastanza banale e di nessuna importanza al momento. Semplicemente sembrò più promettente di altri agli occhi del Plasmatore. Il primo ricordo a riaffiorare, quindi, non risale alla sua infanzia, bensì a pochi giorni prima della sua partenza dal Nodo. Pochi giorni prima dell’Apocalisse.
Già al suo risveglio capisce che c’è qualcosa che non va. Chiunque lo capirebbe. Se il cielo al mattino presto è striato di viola ed arancione, difficilmente uno pensa “Che magnifica e normalissima giornata si prospetta!”. Ancora peggio se la seconda cosa che vede questo qualcuno è il tetto di una casa vorticare a pochi metri di distanza dalla sua finestra scindendosi in volo con tagli netti, come un panetto di burro tagliato in più parti da un coltello, sempre più fitti, in parti sempre più minuscole fino a diventare polvere finissima e multicolore. “Poffare, cosa veggono le mie fosche pupille?” è ben più probabile. “Oh, machecazzo sta succedendo?” è DECISAMENTE più probabile. Harlan è sul punto di aprire la finestra quando un albero a pochi metri da lui avvampa improvvisamente in una combustione spontanea. Sgranando gli occhi fugge, ancora in pigiama, verso le camere del Maestro.
“È tardi, Harlan. Ho fallito.”
Neanche un “buongiorno”. La situazione deve essere VERAMENTE grave.
“Non sono riuscito a proteggere il mio Nodo. Non sono riuscito a proteggere chi avevo giurato di salvaguardare.”
Una lacrima solca il volto rugoso del vecchio Plasmatore. Il dolore che segna i suoi occhi risalta su quel volto emaciato, pallido. Da tre giorni ormai la sua salute va peggiorando, incredibilmente. Harlan credeva che non sarebbe mai potuto accadere, che nessuna debilitazione sarebbe mai potuta occorrere ad un Plasmatore. Evidentemente si sbagliava.
“Questo, Harlan, è il motivo per cui, da tre giorni, le nostre lezioni sono sospese. Questo è il motivo per cui da tre giorni la vita mi sta abbandonando. Ho tentato… davvero, ho tentato… il Caos è stato più forte di ogni mio Arcanismo. Tutto ciò che credevo di sapere si è rivelato futile… i miei sforzi, vani… perché? Perché è accaduto questo? Neanche ciò sono riuscito a capire… ormai è tardi… come ho potuto? I miei studi… le vostre vite… il mio Nodo… il mio prezioso Nodo… tutto ciò che ho creato, TUTTO verrà distrutto nel giro di poche ore… e questo… perché questo? Perché…?”
Il vecchio si copre il volto con le mani ed inizia a singhiozzare sconsolato. Qualcuno grida, fuori. La gente invoca il nome del Plasmatore. Harlan mette una mano sulla spalla del maestro, cercando di farlo riscuotere, cercando di capire cosa si può fare per salvare il Nodo. Come risposta riceve un accesso d’ira.
“Ti ho appena detto che non si può, stolto apprendista! Il Nodo, così come lo vedi, così come lo conosci è destinato a perire! La gente, gli abitanti… morti! Andati! Solo pochi potranno salvarsi…”
Il maestro lo afferra per un braccio e lo fissa, la disperazione negli occhi.
“E tu dovrai essere uno di quelli. L’Obelisco, alla mia morte, dovrà rispondere solo a te. Tu, e nessun altro in questo Nodo dispone delle conoscenze necessarie per ricostruire il nostro mondo. Vestiti, prendi il Bastone e raggiungimi all’ingresso del palazzo.
Veloce come può, Harlan esegue l’ordine. È questione di pochi minuti, si veste, prende le sue cose, fa un salto in bagno e corre dove richiesto. Al suo arrivo trova ad aspettarlo, sul sontuoso pavimento a scacchi, il maestro con una delle Guardie Scelte.
“Alla buon ora. Non ti riprenderò per la lentezza, non ora. D’altronde, non ti vedrò mai più e voglio che ti porti dietro solo un bel ricordo di me.”
Il vecchio sorride, triste. Si avvicina al suo apprendista, gli mette una mano sulla spalla.
“Harlan, il tuo apprendistato mi ha fatto sudare sette camicie. Non mi pento, comunque, di aver scelto te. Sono sicuro che qualsiasi candidato avessi scelto si sarebbe rivelato altrettanto faticoso da istruire, se non peggio, e sicuramente sarebbe stato meno intraprendente, il che, in questa situazione, si sarebbe rivelato catastrofico. Stai per imbarcarti in un’avventura, Harlan, che potrebbe presentare non poche difficoltà, e solo tu, tra coloro che si sono presentati come aspiranti plasmatori, ti sei dimostrato sufficientemente pronto a risolvere situazioni fuori dal comune e potenzialmente sbalestranti. Mai, sotto questo aspetto, hai deluso le mie aspettative, e così mi auguro continuerai a comportarti anche quando non ci sarò più… tra tre ore, quindi, minuto più minuto meno. L’unico mio rammarico è quello di non aver avuto tempo sufficiente per concludere il tuo apprendistato e di non essere stato in grado di fugare definitivamente le ombre che ogni tanto oscurano il tuo volto.”
Detto ciò, chiude gli occhi per qualche secondo, inspirando profondamente.
Quando li riapre, non c’è più traccia di nostalgia o dolore. Ora si rivolge ad entrambi i ragazzi.
“Bene, basta chiacchiere. È tempo di concentrarsi su ciò che vi aspetta. Harlan, certamente conosci Federinik, il membro più giovane del nostro corpo di guardia e Gran Fuciliere del Nodo. Sarà lui ad accompagnarti per parte della tua avventura. Ciò che dovrete fare, prima di tutto, è arrivare sani e salvi al Treno Internodale. Qui ci sono i biglietti. Federinik non ha l’ordine di difenderti al costo della vita, solo di scortarti salvaguardando al meglio le tue chiappe, quindi non usarlo come scudo: anche se il suo carattere probabilmente glielo impedirebbe, si potrebbe spostare. In più i pericoli che potrete affrontare sulla via per la stazione sono di natura arcana. Case che volano, fulmini orizzontali… insomma, roba che puoi fermare solo con l’ausilio del Bastone. Una volta arrivati alla stazione, salite al più presto sul treno. Aspettate fino al capolinea. Una volta scesi, cercate un modo di tornare indietro. Potrà sembrarvi strano, ma si: la vostra missione è tornare in questo nodo. Il treno, con tutta probabilità, non potrà farlo. Dovrete proseguire per la strada tradizionale: i Portali. Vi ho detto di scendere al capolinea poiché sono sicuro che lì ne troverete uno che vi metterà sulla giusta via. Da lì in poi, seguite il vostro istinto. Harlan, una volta tornato al Nodo ricostruisci la realtà. L’Obelisco non può cadere ed attorno a sé dovrebbe mantenere una zona vivibile abbastanza ampia. C’è anche la possibilità che resti in piedi uno dei portali da me creati, ma ne dubito. È più probabile che dovrai fare affidamento alle capacità di un altro Arcanista o sperare di passare attraverso un portale nato spontaneamente dopo l’Apocalisse (sai bene che può succedere). Federinik, per quanto ti riguarda, invece, la tua missione non si concluderà col ritorno al Nodo. Anzi, c’è la probabilità che tu non vi faccia ritorno fino alla sua conclusione. Giusto, Harlan non sa di cosa sto parlando: il qui presente Gran Fuciliere ha l’importante compito di portare a termine la mia ricerca. Egli dovrà infatti viaggiare attraverso Plansiet alla ricerca dell’origine di questa catastrofe. In questi tre giorni, infatti, ho scoperto che si tratta di una forza esterna al nostro Nodo. Tutti i dati che ho raccolto e le mie considerazioni sono racchiuse in questa cartelletta. Non fatevi ingannare dal suo spessore, scrivo molto fitto. Federinik ha il compito di mostrarne il contenuto agli Arcanisti più esperti che riuscirà a trovare durante il suo viaggio, nella speranza di incappare in una testa d’uovo che ne sappia veramente qualcosa.
Diamine quanto ho parlato… mi sento la gola secca…
Bene, ragazzi. È giunto per voi il momento di partire, per me il momento di morire. Triste a dirsi, vero? Harlan, ricordati tutto ciò che ti ho insegnato. Soprattutto, quando sarai in pericolo, ricorda dell’Esercito delle Anime. Confido che, al termine della tua avventura, sarai abbastanza potente da poterlo reimprimere nel Bastone.”
L’Esercito delle Anime… il ricordo si mescola a quello del commiato, a quello della partenza, a quello del maestro… la tristezza del momento dell’addio si mescola al senso di stupore provato quando, per la prima volta, il Plasmatore gli mostrò l’Arcanismo Maggiore immagazzinato nel Bastone di Haerald (questo, ricorda, è il nome del vecchio Plasmatore).
È un ricordo vorticoso, più carico di sensazioni che avvenimenti. Le immagini si susseguono rapide, nient’altro che lampi nel buio che vi circonda…
Harlan si trova al centro di una sala dal pavimento lucido, di marmo. Addossati alle quattro mura di questa stanza stanno dei tavoli con la superficie di vetro e le gambe d' oro su cui sono poggiati mezzibusti di persone che mai, adesso lo sa, hanno calcato la terra del suo Nodo. Il Maestro lo sta aspettando. Gli fa segno di andare più vicino. Oggi, dice, gli mostrerà il maggiore dei poteri del Bastone. Gli spiega che si tratta di un Arcanismo immagazzinato al suo interno, richiamabile una sola volta e ricaricabile solo con l’ausilio di una considerevole quantità di Mana. Il suo effetto, prosegue, è quello di evocare a sua difesa un piccolo esercito di anime che non se ne andranno fino all’annientamento di ciò che lo minaccia… o fino alla sua morte. L’Apprendista è incuriosito e si mostra, come ogni volta, interessato alle parole del Plasmatore. Egli sorride. Basta chiacchiere, è giunto il momento di mostrare il sistema di difesa in azione. Sei sono i fonemi da scandire: HikTorLamProDefMea. Harlan ci prova. Il primo tentativo non funziona, pronuncia la frase con troppa foga. Il Maestro ripete, stavolta con più enfasi, la parola “scandire”. La liberazione dell’Arcanismo, gli spiega, avviene in risposta alle vibrazioni generate dalla sua voce. Il Bastone deve SENTIRE bene il Trifono. Un’inflessione troppo accentuata, una parola troncata, qualsiasi modifica marcata della pronuncia su cui l’oggetto è calibrato corrisponde ad un fallimento sicuro dell’attivazione. Harlan ci riprova, seguendo le indicazioni del Maestro. Stavolta l’enunciato è impeccabile, ed il risultato non si fa attendere. Il Bastone, nelle mani di Harlan, si illumina. Il mana fluisce copioso dal pomolo e si riversa a pochi metri di distanza, prima come fumo, poi come qualcosa di più denso. Dopo una manciata di secondi si cominciano a scorgere le prime forme. Dopo un minuto, si distinguono chiaramente sagome non dissimili da quelle dei fantocci di Mana che già conoscete, che lentamente vengono ricoperte con corazze, elmi e stivali di Mana. Entro i sessanta secondi successivi, nelle loro mani compaiono spade, asce, martelli, archi, scudi…
Quando l’esercito è completo, il Bastone si spegne ed Harlan sgrana gli occhi. Si volta verso il maestro, sorridente.
Ciò che sente in risposta è una frase apparentemente senza senso, detta con voce prima stridula, poi profonda:
-“Jeff… Rimandali dentro.”

La voce di Scacchiera vi fa da sveglia. Passano alcuni secondi. Non vi riaddormentate.
-“Jeff, cosa stai aspettando?”
Perché?
-“…Jeff?”
A quanto pare non lo sa neanche Scacchiera. Qualcosa è andato storto. Non è un problema. Non per voi, almeno.
Per loro... oh beh, per loro è una tragedia.
http://laxel992.deviantart.com <----Profilo su deviantart

Offline Sun Shiranui

  • Amministratore
  • Utente Eroico
  • *****
  • Post: 6.666
  • Reputazione: 666
    • Mostra profilo
  • Nome Skype: [hmmsun]
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #590 il: 26 Dicembre 2011, 21:49:33 »
What do we do guys what do we do *runs around in circles*

Offline Dyni Crippler

  • Redattore
  • Utente Eroico
  • ***
  • Post: 1.376
  • Reputazione: 187
  • L'omino che cade
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #591 il: 27 Dicembre 2011, 17:07:02 »
What do we do guys what do we do *runs around in circles*
That's called Giromancy, my friend.
Time to wake up and kick ass. Still got a murder to complete.
Sun Shiranui: BiT, smettila di giocare a Tropico :(

Offline Il Master

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.067
  • Reputazione: 263
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #592 il: 19 Gennaio 2012, 19:20:57 »
Anche il Generale ora sembra allarmato.
-"Sindrel, cosa c'è che non va?"
Sentite un rumore, come di uno stantuffo che si muove.
-"Operatore Jeff, c'è qualche problema?"
Aprite gli occhi che rapidamente si riadattano alla luce. Siete immersi in un fluido azzurrino, ma riuscite senza problemi a respirare.
-"Maledizione, uomini, qualcuno vuole spiegarmi che problemi ci sono?"
Come unica risposta sentite un gorgoglio provenire dal fondo della stanza, come un uomo strozzato. Poi, un tonfo, seguito dalla voce stridula di Scacchiera.
-"AAAH! Ha un attacco epilettico! Ha un attacco epilettico! No, no, no, no, no, no! Questo non va bene! QUESTO NON VA BENE!"
Il liquido evapora rapidamente attorno a voi, lasciandovi liberi di issarvi a sedere.
-"Soldati, andate a recuperare uno scienziato in grado di manovrare queste macchine! Generale, provi ad attuare qualche manovra di primo soccorso!"
-"E quale, di grazia?"
-"Non lo so! Non sono un medico! Aspetti... si, ecco, gli tiri fuori la lingua!"
-"E perchè non lo fai tu, invece di sbraitare?"
-"Perchè a me fa schifo! Aaah, maledizione Jeff, la pagherai per questo scherzetto..."
"Non prendertela con lui, non è colpa sua. Sono stata io a causargli la crisi."
Di nuovo quella voce. Rimbomba nelle vostre menti, soave eppure pericolosa, come quella di una sirena.
-"Zitta, maledetta strega! La pagherai cara anche tu! Me ne occuperò personalmente! Generale, SI MUOVA! Soldati, cosa state facendo lì impalati? CORRETE! ...aaAAAAARGH!!! PERCHÈ NESSUNO MI ASCOLTA? BASTA PERDERE TEMPO! MUOVETEVI, TUTTI QUANTI!"
Sentite il Generale sospirare, poi lo vedete buttare a terra la Falce e chinarsi per tentare di salvare lo scienziato ancora in preda alle convulsioni. I soldati, dal canto loro, sembrano non avere intenzione di muoversi. Scacchiera corre verso di loro.
-"Oh, maledizione, COSA VI PRENDE? Non avete sentito? Quale parte del MUOVETEVI non vi entra in testa? MUO-VE-TE-VI!"
Nel tentativo di farli riscuotere li spinge verso la porta, sbilanciandoli.
I due soldati cadono a terra, privi di sensi.
"Oh, scusate. Anche questo è opera mia."
Sindrel emana disperazione da tutti i pori. Lo vedete sudare freddo, il volto congestionato dalla rabbia.
-"Maledetta, COME PUOI? Come OSI farmi adirare?"
I due Progettisti rimasti in piedi sono troppo occupati per prestarvi attenzione. Nessuno bada a voi. Potreste sentirvi offesi, se non fosse che questo vi lascia liberi di recuperare le vostre armi.
"Scacchiera, suvvia... pensavi veramente che le stupide torrette poste a difesa dei corpi dei sognatori avrebbero potuto scalfire l'armatura di McConnor? Dai, so benissimo che l'avete progettata voi... oh, aspetta, quella è una cosa utile e ben realizzata... no, scusami, inutile come sei non può esserci la tua mano dietro."
L'offesa ha un effetto immediato sul suscettibile Arcanista, facendogli perdere ogni contegno. Come un lampo lo vedete scavalcare i corpi dei due soldati per avventarsi sul pulsante di apertura della porta.
-"MALEDETTA PU**ANA, TI STRAPPERÓ LA LINGUA PER QUESTO!"
"Veramente, dato che tel'ho detto telepaticamente, sarebbe più corretto strapparmi la testa. Ma queste sottigliezze te le risparmio, il tuo piccolo cervellino potrebbe non sopportarle."
La faccia di Scacchiera a queste parole diventa uno spettacolo esilarante. Le vene sul collo e sulla sua fronte sono così ingrossate da rendervi sicuri di un'imminente detonazione.
Se qualcuno non lo uccide prima, ovviamente.
Durante questo scambio di battute mentali, voi non rimanete con le mani in mano. Più silenzioso di un sospiro, Dyni recupera la falce, la katana e la carabina, lanciando le ultime a Shiranui e Federinik ed impugnando la prima pronto a portare a termine la sua prima missione come agente della morte.
Ignaro del proprio destino, Sindrel continua a colpire il pulsante di apertura, sbraitando come un forsennato.
"Gentilissimo Progettista, non serve che ti affanni! Se desideri tanto vedermi, non hai che da aspettare qualche secondo! Rilassati, verrò io da te..."
L'oscurità che accompagna l'ultima frase basta a gelare i bollenti spiriti di Scacchiera.
Il Generale, dal canto suo, decide di impiegare i suoi ultimi istanti di vita erigendosi e mostrando a tutti le proprie incredibili capacità deduttive in tutta la loro rapidità ed efficienza.
-"Sindrel... ora che ci penso... credo... credo che abbiamo un problema... se l'Operatore è deceduto... ed il sistema automatico di proiezione collegato ai sognatori qui dietro è saltato... questo significa che..."
Alla luce di quella grande rivelazione, illuminato dal sapere frutto di un complicato processo logico il generale si gira, con la bocca aperta e gli occhi sgranati.
"Ah, non ti scomodare ad aprirci la porta..."
Contemporaneamente Sindrel, un po' più rapido di mente, indietreggia, alza le mani e tenta di recitare qualche runa, nel tentativo di proteggersi dall'inevitabile.
"Ci pensa McConnor."
Per entrambi è troppo tardi.
Con un singolo, sovrumano calcio, l'enorme figura di McConnor scardina la porta del laboratorio, scaraventando Scacchiera a terra e polverizzandolo dalla vita in giù sotto l'enorme peso combinato della lastra di ferro e del suo corpo.
Destino simile capita al Generale: prima di poter fare qualsiasi movimento, anche solo di sollevare un piede, si ritrova con le gambe asportate dall'affilatissima Falce impugnata dalle sapienti mani di Dyni.
Alla vostra mercè, nessuno dei vostri nemici implora pietà. Il Generale è troppo orgoglioso.
Scacchiera, invece, è semplicemente troppo intento a piagnucolare per il dolore.
L'enorme massa nera solleva il martello, pronto a porre fine alle sue sofferenze.
-"Fermo."
La voce. Stavolta, però, non nella vostra testa. Stavolta viene dalle spalle di McConnor.
-"Credo che questo compito spetti a Dyni."
Infatti, è proprio da li che esce a testa china una donna bellissima, snella, vestita di bianco, con l'ombrello ed il cappello dall'ampia tesa.
-"Giusto, Agente?"
Anabell solleva il volto. Finalmente lo vedete. I lineamenti sottili ed aggraziati sono rimasti gli stessi, ma stavolta sulla candida superficie di pelle ci sono tutti gli elementi che giustamente ci si aspetterebbero da una tanto splendente pulzella: vivaci occhi azzurri, naso piccolo e grazioso e labbra sottili... tutte al loro posto. Nel complesso, una donna incantevole.
McConnor, borbottando qualcosa, abbassa l'arma.
-"Ebbene, Avventurieri: ora ricordate chi siete. Sapete quello che è successo: uccidendovi, i Progettisti vi hanno svegliati, permettendovi così di riottenere i vostri ricordi e le abilità ad essi legati. Non stupitevi dunque se mi vedete qui, nella mia reale forma. Sindrel... Scacchiera ignorava sino a poco tempo fa che il mio corpo fisico si trovasse nella stanza adiacente alla nostra. L'ha scoperto solo durante i preparativi della trappola, quando ormai era troppo tardi per spostare me o la "festa" da un'altra parte. Inoltre era così sicuro della riuscita del suo piano e, soprattutto, dell'efficacia delle sue torrette da trascurare il problema. Purtroppo, un altro dato che ignorava, era che uno degli ospiti indossava un'armatura trafugata dal guardaroba della Milizia di Controllo Massivo, un gioiello di resistenza inintaccabile da qualsiasi munizione standard. Credetemi, non esagero dicendovi che per scalfirla ci vuole un lanciarazzi. Purtroppo, la testa di Michael non è fatta dello stesso materiale... se ve lo state chiedendo, mi spiace, ma non ho idea di dove sia ora.  Speravo di trovarlo tra gli altri sognatori nella stanza accanto, ma così non è stato."
Quando Anabell si zittisce sentite, in lontananza, un suono di passi. Sono molti. Più o meno, un esercito.
Digrignando i denti per il dolore, il Generale sussurra qualcosa:
-"Stanno... stanno arrivando... aaah, fossero arrivati un po' prima mi sarei salvato le gambe..."
Anabell sembra incuriosita. Si avvicina al colosso, tenendosi comunque a distanza di sicurezza:
-"Di chi stai parlando? Non opporre resistenza, se non me lo vuoi dire mi prenderò le informazioni da sola. Gray non è l'unico mentalista esistente."
Come unica risposta risposta, il Generale si solleva una manica, rivelando uno strano bracciale nero, spesso, con un ampio schermo posto sulla sommità, come il quadrante di un orologio, solo delle dimensioni di un palmare, poi sorride e vi mostra il dito medio.
-"Sorpresa, cazzoni."
Cala la mano sul display e subito sentite detonare delle cariche. Le luci si spengono, le esplosioni continuano, sempre più vicine, stavolta, pare, dall'altra parte del corridoio. La mancanza di luce non rimane un problema a lungo. Quattro ordigni posti agli angoli della parete di ingresso si attivano, divellendo il muro dal resto dell'edificio, mandandolo ad unirsi alla pila di macerie formatasi dove prima si trovava la porta bloccata.
Lo spettacolo che si para dinnanzi ai vostri occhi vi mozza il fiato. Una distesa di detriti si estende per quasi due chilometri illuminata da quattro potenti riflettori posti a breve distanza da un ampio portale aperto sulla zona azzurra del Progetto. Il cielo è nero, o meglio: non c'è. L'edificio è stato costruito nel Nulla. Osservate la desolazione intorno a voi. Dove prima c'erano l'hangar ed il corridoio, ora ci sono macerie. Dove prima c'era la stanza dei generatori, ora ci sono macerie e fiamme. Dove prima c'era la stanza dei Sognatori, ora ci sono macerie e cadaveri. Dove prima c'era una stanza ignota, ora c'è un campo di battaglia.
Sopra, centinaia di soldati.
Fucili, lanciagranate, esoscheletri a dir poco futuristici, Sentinelle... l'equipaggiamento dei Progettisti è davvero notevole, come se si aspettassero una minaccia di dimensioni apocalittiche. Si aspettano qualcuno di potente. Si aspettano forse un esercito. Si aspettano forse forze soprannaturali.
Li volete deludere?
-"Maledetto stronzo... visto, Scacchiera? Il tuo compagno qui era più preparato di te! Questo bastardo aveva un asso nella manica. Un tale dispiegamento di forze doveva essere già stato preparato in precedenza..."
La risata del Generale attira la vostra attenzione.
-"Hah... ahahahaha... voi non sapete... hah... voi non sapete un quarto di ciò che vi servirebbe a pararvi il culo da noi! Noi siamo sempre, SEMPRE pronti. Il progetto ci permette spostamenti così veloci attraverso Plansiet che per noi è questione di una manciata di minuti radunare un esercito. Secondo le mie gambe siamo ancora troppo lenti, ma... hey, cosa posso farci? ...sentite? Sentite questa musica?"
Tendete le orecchie in ascolto. Tamburi. Pianoforte. Un pezzo orchestrale, con l'aggiunta di qualche nota a chitarra elettrica. L'avete già sentito durante il vostro viaggio. Sul ponte, per la precisione.
-"É l'inno...."
L'inno dei Progettisti.
Ogni esercito che si rispetti ha il proprio inno, una musica potente da mettere in battaglia per spaventare i nemici ed infervorare le truppe.
Però la prima parte non funziona molto bene.
McConnor si gira verso Anabell e le indica il Gatlin. Lei annuisce, poi solennemente si rivolge a voi.
-"Ragazzi, questa è l'ultima battaglia, e la dovrete affrontare da soli. Purtroppo, non avevo previsto tutto ciò. Causare una crisi epilettica ad una persona e mandarne in coma altre due richiede più energia di quanto pensiate. Non me ne rimane quindi abbastanza per fare alcunchè contro un intero esercito. A questa distanza e con il poco Mana che mi è rimasto il mio Canto verrebbe senza dubbio sopraffatto dalla loro musica, rendendo ogni sforzo inutile. McConnor, poi, ha usato le ultime munizioni per distruggere le torrette nella stanza accanto. Senza un'arma a distanza, vi sarà di poca utilità contro una tale quantità di soldati, senza contare che rischierebbe di rimanerci secco in tempo zero. Ricordate quando vi ho detto che solo un lanciarazzi potrebbe scalfire la sua armatura? Loro cel'hanno, e più di uno.
Non siate tristi, non sono solo foriera di brutte notizie. Sollevate i vostri spiriti. Siate coscienti del vostro potere. Loro sono tanti, voi solo quattro. Sappiate però che venti di loro non valgono un quarto di uno solo di voi. Pensate a tutto ciò che avete passato... a ciò che vi hanno fatto passare. Pensate al fatto che se non ve ne andrete vivi da qui, il vostro nodo sarà perduto per sempre. Pensate a ciò che hanno fatto a Will, a me, a McConnor, a Michael e soprattutto a Gray. Pensate a ciò che fanno e continueranno a fare ai Plansiettiani. Pensate alla brutta faccia di Scacchiera, e pensate che tra le loro schiere ce ne sono cento, mille altri come lui.
Harlan, prendi il bastone, e rimpossessati di ciò che è tuo. Dyni, nutri la tua Falce, porta a termine la tua missione. Federnik, combatti con tutto te stesso, perchè se non ne uscirai vivo nessuno potrà cercare la radice dell'Apocalisse.
E Shiranui... vedi di non farti ammazzare, che il tuo tè è veramente troppo buono per andare perduto.
Avventurieri, imbracciate le vostre armi. Sentite questa musica, il loro inno. Fatelo vostro. Fatevi incalzare da esso. La battaglia è vicina. Non provate pietà, non fermatevi finchè non saranno tutti esanimi ai vostri piedi.
Sentite questa musica, il loro inno. Fatelo vostro. Fatevi incalzare da esso.
La battaglia è vicina. Uscitene vincenti."
Parole potenti, che supportate dalla musica incalzante infervorano i vostri animi. Non siete più connessi mentalmente, ma mai siete stati così uniti.
Avventurieri, loro sono tanti, voi siete solo quattro. Non avete un esercito per affrontarli, non avete armi massive.
Almeno, non ancora.
Avventurieri, affidatevi ai vostri ricordi. Attaccatevi alle conoscenze del vostro passato. Appoggiatevi a tutto ciò che sapete di voi, delle vostre capacità e delle vostre armi.
Avventurieri, la fine è vicina.
Ma non per voi. Per la vostra avventura, per i vostri nemici, ma non per voi.
Avventurieri, dopo tanto tempo la conclusione delle vostre peripezie è giunta.
Per Plansiet, per i Sognatori, per il vostro Nodo, per chi vi ha aiutato, per chi è ancora nelle mani dei Progettisti, per chi ha sofferto per causa loro e per chi ha perso la propria libertà, ma soprattutto, avventurieri, per tutto quello che vi hanno fatto passare, per avervi tolto la libertà e per avervi trattato come topi di laboratorio.
Per voi stessi, ora, imbracciate le armi, in quest'ultima, grande battaglia.
Avventurieri, per l'ultima volta
CHE COSA FATE?
http://laxel992.deviantart.com <----Profilo su deviantart

Offline Dyni Crippler

  • Redattore
  • Utente Eroico
  • ***
  • Post: 1.376
  • Reputazione: 187
  • L'omino che cade
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #593 il: 19 Gennaio 2012, 20:01:57 »
La situazione attorno a me sembra rallentare, quasi fermarsi. Le centinaia di soldati che bloccano l'uscita scompaiono dalla vista. Solo una persona è ancora visibile: Scacchiera.
Mi avvicino e mi inginocchio, lentamente.
"Ricordi quando ti ho detto che il tuo Progetto mancava di fondamenta? Beh, evidentemente ti è sfuggita una cosa: non stavo scherzando."
Lo guardo affogare nel sangue che si espande sotto di lui. È quasi patetico. Perlomeno, per Zach. Per me ha un non so che di comico. Molto comico. Mi strappa una lunga, malefica risata.
"Well, business is business and all that. Pronto a morire?"
Sento un velato insulto tra i vari rantoli di dolore. Sorrido soddisfatto.
"E ora poniamo fine a questo teatrino... una volta e per tutte."
Alzo la falce con un gesto teatrale e la affondo in pieno petto. Scacchiera mi guarda per l'ultima volta, pieno di odio. Poi, i suoi occhi smettono di muoversi e fissano il vuoto. Lo stesso vuoto dove rimarrà per sempre.
Alzo la falce. Il sangue di Scacchiera continua a colare dalla lama. Soddisfacente.
Volgo lo sguardo verso il Generale. Sembra troppo orgoglioso per ammettere che ha paura. Ma io lo so.
"Che dici, Generale, me lo daranno un bonus per te?"
Con appena mezzo passo, tendo la falce all'indietro e la carico verso il corpo del Generale. Lo centro in pieno.
Colpisco di nuovo, per sicurezza.
E di nuovo.
Quando anche il Generale smette di muoversi, comincio a sentire un tremore dalla falce. È sazia.
E anche io lo sono.
Finalmente mi accorgo di tutto quello che ci circonda. Siamo nei guai... ma lo siamo sempre stati. That's the way it's supposed to be.
Guardo i miei compagni. Non riesco a decifrare i loro sentimenti, in questo momento, ma non sono mai stato bravo a capire gli altri. Vivo per me stesso, sul filo del rasoio... o, almeno, così credevo. Quest'avventura mi ha legato ai miei compagni. Sono gli amici che vorrei avere con me nel momento del bisogno, davanti alla battaglia finale.
E, guarda caso, la battaglia finale è ora.
Annuisco. E anche loro annuiscono. Guardo il portale. La mia destinazione, il checkpoint finale. In mezzo, un numero incalcolabile di nemici, e "solo" un'arma devastante per farmi strada.
"Come in un videogioco, Zach?"
"Come in un videogioco, Dyni."
E allora premiamo Start, per l'ultima volta.
« Ultima modifica: 22 Gennaio 2012, 17:18:48 da Dyni Crippler »
Sun Shiranui: BiT, smettila di giocare a Tropico :(

Offline Harlan Draka

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.395
  • Reputazione: 167
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #594 il: 22 Gennaio 2012, 13:50:01 »
Guardo l' esercito, una massa immensa di materia che si staglia contro il nulla che li circonda. Il metallo di armi e armature riflette l' indefinito colore di quello che sarebbe dovuto essere il cielo ed è davvero difficile capire dove termina uno e dove inizia l' altro di quei... cosa sono? Soldati? Robot? Entrambi? Non importa.
"Signori, siamo giunti alla fine. Quel fine conoscitore della letteratura che era il mio Maestro avrebbe detto che siamo alla climax finale." Alzo lo sguardo verso i nemici e allargo le braccia. "Che cosa sarebbe una grande storia senza una battaglia conclusiva di immensi eserciti armati fino ai denti e disposti a morire per la propria causa? Oh, ma l' esercito è solo uno... Sarebbe davvero un peccato concludere questa avventura con un piccolo manipolo che affronta un immenso schieramento, non trovate? Necessitiamo decisamente di militaresca spettacolarità..." Adesso il mio sguardo si fa più deciso e scandisco lentamente, il bastone stretto in avanti: "HikTorLamProDefMea!"
Dal bastone esce una nebbia che va infittendosi e trasformandosi in liquido e poi da liquido in solido. A decine, si formano fantocci di mana privi di caratteristiche che iniziano ad afflosciarsi a terra, esattamente come quando uso l' incantesimo "uomo", ma, appena prima di toccare il terreno, in mano a loro si formano armi, lo sguardo vuoto dei fantocci diventa un piglio deciso e piantano i piedi per terra. Uomini e donne, armati nelle maniere più disparate e morti in campi di battaglia d' ogni epoca e d' ogni realtà ritrovano vita e, insieme ad essa, l' ira, l' odio e la disperazione che li muoveva nell' istante in cui spirarono.
Grazie, oh Pkmns dalla infinita saggezza Zeldosa :sisi:
- Sun Shiranui

Offline Sun Shiranui

  • Amministratore
  • Utente Eroico
  • *****
  • Post: 6.666
  • Reputazione: 666
    • Mostra profilo
  • Nome Skype: [hmmsun]
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #595 il: 04 Febbraio 2012, 23:12:05 »
Dopo aver ringraziato Ana e McConnor, rivolgo il mio sguardo verso l'immenso esercito dei progettisti.
"Beh, di sicuro sanno come metter su un esercito. Ma dopo tutto quello che abbiamo passato, non sarà di certo questo a fermarci. D'altronde, siamo già morti una volta..."
Decido di sorseggiare un po' di tè, ma noto che è finito.
"Oh... questo è un problema."
Il tè ha sempre avuto un effetto particolare su di me... non era semplicemente una piacevole bevanda. Era quasi una medicina... l'unica cosa in grado di fermare il tormento che mi portavano i miei ricordi.
In assenza di tè, la mia memoria torna al tempo passato tra i Tòomaha, come un flashback. Ben più giovane di adesso, non avevo ancora le grandi capacità scientifiche di cui posso vantarmi oggi. Una donna mi porge una tazzina, poi mi rivolge la parola: "Ecco il tuo tè."
Mentre sorseggio la bevanda, la donna si dirige verso un bancone su cui poggiano diversi ingredienti e contenitori. Inizia a preparare qualcosa.
"Grazie per il tè, ottimo. Sembra diverso dal solito... ricetta?"
La donna indica con un cenno del capo un foglietto sul bordo del bancone. Lo prendo.
Ringrazio, esibendo un sorriso un po' forzato. "Perfetto, grazie."
In realtà, non avevo alcuna ragione per sorridere. Avevo paura di quello che sarebbe successo di lì a poco.
"Bene, è pronta... se questa volta non funziona, temo che... questa sarà l'ultima volta che potrò offrirti del tè, Sun."
"Teehèrime sembrava fiducioso. Forse non c'è nulla di cui preoccuparsi." Neanche io, tuttavia, credevo alle parole che avevo appena pronunciato.
La donna sorride, per poi bere la pozione che ha appena preparato. Mi alzo dalla mia sedia, allarmato.
Il flashback finisce.
Faccio gli ultimi preparativi prima della battaglia. Unisco il veleno che ho con me con gli esplosivi, finalmente pronto a combattere.
"Dyni, Harlan, Fed... il momento è giunto."
« Ultima modifica: 04 Febbraio 2012, 23:19:57 da Sun Shiranui »

Offline The F Guy

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 2.467
  • Reputazione: 399
  • Super-Utente-Mega- Esponenziale-Rullante
    • Mostra profilo
    • TecnologiaSemplice.it
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #596 il: 05 Febbraio 2012, 16:09:01 »
"Ha. Haha. Hahaha. Hahahahahaha!" Una risata sincera e spontanea sgorga dalla mia gola, repressa da troppo, TROPPO tempo. Effervescente più che mai, ha fatto saltare il tappo ed ora spumeggia nella stanza, risuonando. Sono, in effetti, contento. In fine, una bella battaglia è un epilogo più che appropriato per un soldato, per un fuciliere, per un Gran Fuciliere. Sono sinceramente felice che la mia vita non rischi di finire in una ruota per criceti; le mie ultime azioni non potrebbero mai essere quelle di una cavia! Ma basta indugiare su tali pensieri, chi ha detto poi che questi sono i miei ultimi attimi?

Vedo Dino con sguardo spiritato, la Falce grondante di sangue.
Vedo Shira particolarmente irritato in assenza del suo consueto tè.
Vedo Harlan a capo di un drappello che non sanguina, non si lamenta e non muore.

È proprio perfetto.

Mi posiziono davanti ad Harlan, guardandolo. Presentat'arm, mi piego sul ginocchio sinistro, la Carabina poggiata sul calcio con la canna al cielo, il capo chino.

"Mio Signore, spiacente di aver dimenticato i miei doveri; davvero imperdonabile. Ma il fato mi ha concesso l'opportunità di proseguire il mio compito non portandovi via la vita: d'ora in poi, sarà di nuovo mio compito assicurarmi che ciò non avvenga. Questa mia vita vi appartiene di nuovo, sommo Plasmatore."

Risollevo lo sguardo e mi rivolgo stavolta all'intera compagnia: "E similmente appartiene a tutti voi, perché siamo compagni d'arme, ed il mio cuore batte per annientare il nemico che vi minaccia."

Mi risollevo, un rapido check della Carabina. "Ah, che nostalgia, l'esercito. Mi ci voleva proprio. Ed ora che ho detto le solite pompose stronzate di circostanza, andiamo a prenderci le loro vite. Sono nostre di diritto."

Offline Il Master

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 1.067
  • Reputazione: 263
    • Mostra profilo
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #597 il: 14 Febbraio 2012, 18:42:14 »
La battaglia non è ancora iniziata che già ai vostri piedi scorre il sangue dei nemici.
Promette bene.
Vi guardate negli occhi. C'è tensione nell'aria.
Un cenno di assenso, poi, all'unisono, unite le vostre voci a quella proveniente dagli altoparlanti dei Progettisti.
-"Alla CARICAAAAAAAAA!"
Le urla dei soldati ed il suono profondo emesso dall'esercito di Harlan, simile ad un corno tibetano, segnano l'inizio dello scontro.
Per prime si fanno avanti le anime. Inutile dire che il primo impatto fa pendere le probabilità di vittoria ampiamente a vostro favore. Sangue, chip e bulloni si sparpagliano al centro del campo di battaglia mentre i vostri difensori caricano inarrestabili tra le file nemiche.
Nonostante un vostro intervento non sembri necessario, decidete che dargli man forte sia la scelta migliore per evitare eventuali ribaltamenti di situazione. Federinik, con una sicurezza innata, elimina mezza dozzina di cecchini sparando non più di un colpo a testa in rapida successione in un tripudio di saette rosse e blu, mentre Dyni e Shiranui, impugnando le armi, si avvicinano al centro dell'azione, il primo caricando, il secondo trotterellando. Per quanti nemici vengono abbattuti altrettanti ne entrano dal portale. Questo, comunque, è solo un dettaglio scenico. Ciò che vedete non vi dà motivo di preoccupazione. Dyni affetta, Federinik spara, l'esercito di Harlan macella... avete l'assoluto controllo della situazione. I Progettisti non hanno la minima possibilità di riuscita. Lo scontro vi sembra fin troppo facile.
Proprio per questo non vi stupite vedendo arrivare quattro soldati vestiti con un'armatura nera, enorme e pesante, identica a quella indossata da McConnor. Tutti portano davanti a sè uno scudo antisommossa di dimensioni sorprendenti e si muovono come un solo uomo, uno a fianco all'altro a mò di testuggine. Qualche anima prova ad avventarsi su di loro, venendo respinta con forza sovrumana.
Avendo finito i cecchini da abbattere, Federinik li prende di mira. Facendo fluire il mana all'interno della carabina vede il binario arcano materializzarsi e procedere fulmineo verso il colosso nero più a sinistra, curvando a metà tragitto e collegando la bocca di fuoco all'elmo celato dietro lo scudo. Prende un bel respiro, poi spara.
Il proiettile va a segno.
Il soldato se ne infischia.
Avanzano ancora di qualche metro, lenti, mentre la battaglia sembra giungere ad una rapida conclusione. Da quando sono arrivati loro, dal portale non è uscito altro. Le schiere progettiste decimate non sono state rimpolpate da nuove unità. Non restano che pochi soldati semplici ed una manciata di automi, tra cui qualche non più inquietante Sentinella.
I vostri guerrieri, di contro, sono ancora in piedi. Non vi pare che ne sia sparito uno ed ora superano abbondantemente i nemici anche in quantità.
La situazione si ribalta quando dietro i soldati "D'Elite" si accende una specie di faro azzurro.
Le due coppie si distanziano, svelando la fonte di tale luce: un uomo pelato, senza orecchie nè un minimo di peluria sul volto, con un terzo occhio disegnato (o inciso) in fronte, abbigliato semplicemente con una comoda tuta da ginnastica bianca.
La sua voce risuona sul campo, sovrastando i suoni della battaglia
-"HixHalVea"
Poi allarga le braccia di scatto, scatenando un'onda di mana puro che si propaga sul campo facendo risplendere tutti coloro che incontra sul suo tragitto.
Bagliore a parte, non sembra sortire alcun effetto nè sui progettisti nè su di voi.
Ad essere interessati dal potente Arcanismo, invece, sono i soldati di Harlan. Tutti, dal primo all'ultimo, si disintegrano al contatto con l'onda, dissolvendosi nell'aria come ogni altra anima incontrata sino ad ora.
Rimanete esterrefatti. Le guardie tornano al loro posto.
Dopo un attimo di stupore i soldati, fino a pochi istanti prima destinati ad una fine prematura, danno fiato alla loro gioia, imbracciano le armi e passano all'attacco.
Le sentinelle, non molto astutamente, si avventano in massa sul nemico più vicino, Dyni, che deridendole le trancia prima che tocchino il suolo. Soddisfatto del suo operato, inizia a correre verso le guardie nere.
Ringraziando la scarsa mira dei soldati, intanto, Shiranui corre sotto una lieve pioggerella di proiettili con un gruppetto di progettisti alle calcagna. All'improvviso, quando i suoi inseguitori hanno ormai guadagnato troppo terreno per sperare di sfuggirgli, si ferma di colpo, alza un dito, come se si fosse appena ricordato qualcosa, gira sui tacchi e va incontro ai suoi carnefici.
La strategia sembra funzionare: questi, stupiti, smettono di sparare per un attimo e si guardano negli occhi incerti sul da farsi.
-"É l'ora del TÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!"
Quando tornano a mirare è troppo tardi.
Tutto ciò che vedono prima dell'esplosione è una boccetta giallognola che vola verso di loro. Si buttano a terra, credendola una semplice bomba. Quando vengono ricoperti da una strana sostanza viscosa (ed un po' maleodorante) la loro prima reazione è quella di provare a togliersela di dosso prima di portarsi le armi davanti agli occhi. Inutile a dirsi, nessuna delle due azioni va a buon fine: il veleno riesce a filtrare attraverso i tessuti più velocemente di quanto loro riescano a muoversi, e dopo pochi secondi nessuno di loro è più in grado di muovere un solo muscolo.
Però, efficace questa roba...
Mentre l'alchimista si complimenta per il risultato ottenuto, Harlan è intento a scuotere a destra e a manca il bastone, imprigionando soldati da usare come flagello contro i loro compagni e Federinik improvvisa una sessione di tiro al piattello.
Sta per fare fuoco, però, quando viene bloccato dalla soave voce di Anabell
-"Aspetta. A loro può pensare Harlan, per il momento. I tuoi proiettili meritano un bersaglio più... importante. L'Arcanista ha bisogno della visuale libera, se vuole fare danni. Aspetta che le sue guardie si facciano da parte, poi piantagli una pallottola in fronte. Solo tu puoi farlo. Concentrati e sta' pronto"
In quel preciso istante, come se l'avessero sentita, le guardie in questione si fanno da parte mostrando di nuovo il temibile nemico.
Tutto accade in meno di un interminabile secondo.
La solita luce azzurra pervade la sua carnosa mano destra.
Dyni lo vede con chiarezza e sorride scoprendo i denti, sicuro della sua formidabile agilità.
Federinik inala profondamente, materializzando la guida rossa dalla carabina al centro della pelata.
Di nuovo, la possente voce fende l'aria:
-"PsiTenDer"
Di nuovo quell'Arcanismo, di nuovo quel raggio elettrico. Federinik preme il grilletto. Dyni scarta con un salto.
Sta ancora sorridendo quando il progettista, un attimo prima che un proiettile gli perfori il cranio, ruggisce un ultimo, raggiante fonema:
-"Fae"
Muove l'indice e il medio verso Dyni proprio mentre un bollente proiettile azzurro, molto più solido di quanto sembri, gli attraversa il cervello perforando il finto terzo occhio.
L'effetto del suo gesto è letale quanto banale: il raggio devia la sua traiettoria a pochi centimetri dall'Agente della morte centrandolo in pieno e scaraventandolo a terra, fumante ed agonizzante.
Tutti sul campo gridano. Voi di sorpresa, per ciò che è capitato al vostro compagno; i soldati semplici di paura, per il destino toccato all'Arcanista; gli Elite di rabbia, per aver fallito nel proteggerlo; i soldati paralizzati, perchè il veleno blocca solo i muscoli e tutti griderebbero nella loro situazione.
Le ex-guardie, comunque, paiono avere già degli ordini inerenti alla situazione. Non impiegano molto, infatti, a gettare gli scudi a terra e ad imbracciare i gatling. La loro risolutezza sembra essere d'ispirazione ai soldati, che dopo essersi guardati riprendono la carica.
Voi, dal canto vostro, non riprendete immediatamente la routine di difesa. Dovete pensare. Come potrete salvare Dyni? Conoscete la risposta: la pozione di Shira. Il vero problema è portargliela: tentarci significherebbe andare incontro ad una morte precoce sotto il fuoco nemico. Solo una persona potrebbe resistere abbastanza a lungo, e sembra esserne consapevole.
McConnor si fa avanti. Getta a terra la pesante arma a distanza optando per il relativamente più maneggevole martello.
Lo soppesa per un attimo, poi, con un solo fugace cenno di saluto, carica in direzione dell'Alchimista, atterrando gli inermi soldati come fossero birilli.
-"Il gatling è... è solamente scarico. Federinik, per te non sarà un problema... prendilo tu..."
Il Fuciliere e l'apprendista Plasmatore si girano verso Anabell. Il suo volto è rigato dalle lacrime, ma anche con gli occhi arrossati vi pare veramente bellissimo. Con passo lento e solenne avanza verso i soldati che, contusi e doloranti, si stanno già rimettendo in piedi.
Federinik, come richiesto, prova a sollevare l'arma di McConnor, appoggiando il suo fedele fucile su una delle scrivanie rimaste in piedi.
Non si stupisce troppo quando scopre che è troppo pesante per lui.
A diversi metri di distanza, Shiranui, conscio del proprio compito, corre a perdifiato verso il compagno caduto.
Non si accorge della fin troppo prossima minaccia degli Elite, fin quando le canne non cominciano a far fuoco.
La ridicola precisione di quelle armi, unita alla grande distanza che li separa, lo salva dalla prima raffica.
Il possente braccio di McConnor lo salva dalla seconda.
Il suo corpo dalla terza e dalle successive.
Procedono a velocità sovrumana. Sente il respiro affannoso del colosso; sente il ronzio delle parti elettroniche della sua armatura; sente il clangore di quelle meccaniche; soprattutto, sente il rumore dei proiettili che si infrangono contro di essa. Da un certo punto di vista, suoni rassicuranti. Da metà corsa in poi, però, a questi se ne aggiunge un altro, macabro e raccapricciante: ricorda un po' quello della pioggia che batte su un ombrello.
Solo che l'ombrello è in realtà la carne di McConnor e ciò che vi si infrange, o meglio, vi si conficca, non sono gocce d'acqua ma proiettili con la punta di diamante creati appositamente per occasioni simili. C'era scritto su un volantino pubblicitario dei Progettisti. Quando lo lesse pensò che fosse una balla. "Che utilità potrebbero avere simili munizioni?", fu il suo primo pensiero. "Sarebbero troppo costose e resistenti, non esploderebbero mai al contatto con la carne..."
Uno è sempre in tempo per cambiare idea, comunque.
Mentre ricorda questo dettaglio interessante, Federinik prova diverse prese sull'enorme arma, affannandosi inutilmente fino a che Harlan, col suo bastone, non gli mostra una soluzione tanto banale quanto efficace. Con un semplice scatto del polso, la pesante arma automatica viene sollevata, ed una volta ricaricata dal talento del Fuciliere passa dallo stato di "ammasso di ferraglia inutile ma bello" a quello di "ammasso di ferraglia seriamente pericoloso per le masse e pure bello" (la concezione di "bello" usata qui è ovviamente quella dell'appassionato di armi da guerra).
Le canne tornano a girare nello stesso momento in cui McConnor e Shiranui raggiungono il corpo ustionato di Dyni. Mentre il suo protettore funge ancora una volta da scudo umano, l'Alchimista fa trangugiare al compagno ancora fumante una prima dose di infuso.
L'effetto è come al solito pressochè istantaneo: le piaghe spariscono, le ferite si leniscono, il respiro torna regolare; nonostante ciò, l'avventuriero non si rialza. Non resta allora che una possibilità: riversargli nel gargarozzo l'intero contenuto del thermos; non ne rimarrà neanche una goccia per McConnor, ma se anche ne avanzassero mille Shira dubita che basterebbero: quando Dyni Crippler apre gli occhi, McConnor chiude i suoi per l'ultima volta in questa vita.
Tutti voi lo venite a sapere dall'urlo straziato di Anabell.
Persino nello spazio aperto lo sentite rimbombare nelle orecchie e nella mente. I soldati non possono che gettare le armi per portarsi le mani alla testa, e persino gli Elite, così distanti e così protetti, sono costretti ad interrompere il fuoco.
Tornato il silenzio, Ana cade in ginocchio, priva di forze.
Per qualche interminabile secondo, nessuno fa niente. Il dolore della donna permea l'aria come cenere, tanto denso da potersi quasi toccare. Non serve essere empatici per condividerlo.
Solo una persona sembra resistergli, forse per l'accenno di pura pazzia che lo caratterizza, forse per deformazione professionale.
E che diamine, mi parrebbe anche giusto: in fondo, Dyni Crippler è un Agente della Morte!
Raccoglie la Falce. La sente vibrare. Come ha detto prima, è sazia, ed è ansiosa di liberare il suo enorme potere. Allora si erige al di sopra del corpo immobile del valoroso Guerriero che per lui, che per tutti voi si è sacrificato.
É il momento di porre fine, una volta per tutte, a questa lunga, lunga commedia.
Siamo all'atto finale, signori, e tutti, TUTTI lo sanno.
Progettisti compresi.
Gli elite, che non hanno che il tempo di sparare pochi colpi evitati con grazia ed abilità dall'Assassino.
I soldati in prima linea, che prima ancora di rendersene conto vengono dilaniati dai letali proiettili arcani del Gran Fuciliere.
I soldati paralizzati, che effettivamente sono consapevoli di essere sepolti nel letame da un bel po' di tempo.
Un solo ostacolo si frappone tra voi e la libertà: un gruppetto di quattro Guardie Scelte, grosse, cattive e protette da un'armatura che, fino a poco fa, pareva indistruttibile.
Pffft, pensate tutti fissando la falce.
Bazzecole.
Un unico fendente, poi una specie di rombo di tuono; il campo di battaglia viene invaso dalle urla delle anime contenute nella falce, rilasciate in un'unica, gigantesca e letale lama di mana puro, tagliando di netto quelle temibili corazze ed il loro contenuto come fossero fatte di burro.
Gli Elite agonizzano per un po', poi più nulla.
Nessun rinforzo, nessun morto vivente, nessun intervento superiore, nessun colpo di scena.
Semplicemente, è finita.
In silenzio, è finita.
Dopo tanto, tanto tempo...
è finita.

Sollevati e rinfrancati per la vittoria conseguita, correte tutti al centro del campo, Dyni e Shira menando colpi di grazia a chi ancora rantola e, finalmente, ai poveri soldati paralizzati, Federinik ed Harlan seguendo in rispettoso silenzio la triste Musa.
La vedete avvicinarsi, lenta, stanca, col volto dello stesso colore dei suoi vestiti. I suoi occhi sono spalancati. Non batte le palpebre nemmeno per sbarazzarsi delle lacrime che le appannano la vista. Pensate che sia semplicemente sotto shock, poi ricordato cosa successe nel laboratorio molto, molto tempo fa a Scacchiera ed allo scienziato in pantofole.
Allora capite. McConnor è una proiezione onirica ed Ana non vuole farlo sparire.
Si siede accanto al cadavere del compagno e con le dita sottili ne accarezza l'elmo cornuto. Cerca un modo per aprirlo, per guardarlo in faccia un'ultima volta. Vedete un sorriso sul suo volto quando trova gli agganci, e lo vedete svanire quando scopre che l'armatura, parte della proiezione, si è bloccata con il suo possessore. Allora si accascia sul suo corpo e l'abbraccia, poi, lentamente, chiude gli occhi. Voi la imitate e quando li riaprite, il Guerriero, il nobile McConnor non c'è più.
Decidete di tacere in suo onore.
Dopo nemmeno dieci secondi il silenzio del cordoglio viene rotto da una voce chiaramente camuffata proveniente dagli altoparlanti dei Progettisti. Chiunque sia, non vuole farsi riconoscere.

-"Bravi! Bravissimi! Non posso che complimentarmi con voi, nonostante i danni che ci avete arrecato. É un tale peccato perdere elementi come voi... non volete proprio saperne di stare con noi, eh? Lo capisco. Non vi siete sentiti trattati bene, e ne avete ogni ragione. Sindrel Chieris era un deficiente. No, non sono offese gratuite: il consiglio di valutazione lo ha bollato ufficialmente come "deficiente". Dubito comunque che le scuse vi interessino. Capisco anche questo. Lasciate che ve le ponga lo stesso. Scusate. Detto questo, ho una comunicazione ufficiale da darvi che, credo, vi farà effettivamente felici: a causa dell' impennata nei costi di mantenimento e, soprattutto, in quelli di contenimento, ed in seguito al decesso di tutti gli scienziati adibiti alla ricerca ad esso annessa, il progetto di cui siete ormai gli unici membri viventi è stato ufficialmente CHIUSO! Godetevi dunque un felice ritorno a casa! Il portale resterà aperto per lungo tempo ancora, ma vi chiedo di fare in fretta: tra un po' arriverà il servizio delle pulizie e se non c'è nessuno lavorano decisamente meglio. Per orientarvi all'interno del Progetto potrete prendere il PDA rimasto al polso del Generale da voi poco cortesemente, ma, dal vostro punto di vista, giustamente assassinato. Il suo account non è stato ancora chiuso e dovrebbe essere memorizzato l'indirizzo del vostro Nodo sulle mappe.
Ah, a proposito di account: se un giorno vorrete lavorare di nuovo con noi, quando, che so, riuscirete a perdonarci per gli errori di quel deficiente, siete liberi di contattarci. Nei nostri network sono memorizzati i vostri dati e visto che il progetto di Sogno Condiviso ha portato effettivamente i risultati sperati, pur con costi superiori al preventivato, in qualità di Beta Testers avete diritto ad un pagamento in crediti presso i nostri servizi. Contattarci non sarà difficile: ci stiamo espandendo in tutto Plansiet e sarà quasi impossibile, prendendo un treno internodale, non incappare in uno dei nostri volantini!
Bene, le comunicazioni sono terminate. Ancora una volta, è stato un piacere lavorare con voi.
Beta testers... ex-sognatori... siete licenziati."

Queste sono le ultime parole che udite da un progettista in questa avventura.
Dopo tanto tempo si torna a casa, gente.
Non serve descrivere il viaggio: passando dal nodo devastato dove vi portò Will non impiegate molto a tornare al vostro. Anabell non vi segue fino in fondo: a metà strada, infatti, sembra ricordarsi di qualcosa e, con queste parole, si accomiata da voi:
-"Avventurieri, è stato un viaggio tutto sommato piacevole. Nonostante ci siamo guadagnati il diritto di tornare a casa, però, per non non è ancora giunto il momento di riposare. Tutti noi abbiamo un compito da svolgere. Qui le nostre strade si dividono. Michael e McConnor sono stati uccisi, ma in quanto mere proiezioni non sono morti. Non si ricorderanno di me, ma io mi ricorderò di loro: li devo trovare e svegliare una volta per tutte. In più, devo avere notizie di Will. Se ancora non dovesse aver fermato suo fratello ho promesso che l'avrei aiutato nella battaglia. Oltre a ciò, non mi dispiacerebbe continuare a sfoltire in qualche modo le schiere dei Progettisti. Non mi erano simpatici prima e tanto meno lo saranno dopo questa avventura. Prima o poi sono certa che ci rincontreremo. In fondo, il vostro Nodo natio è anche il mio.
Avventurieri... Plasmatore"
Un inchino reverenziale, poi
"É stato un piacere. Arrivederci."

Tornati nel Nodo notate che non è proprio come l'avete lasciato. La prima cosa che vi viene in mente è che qualcuno deve aver lasciato il rubinetto aperto. Sostanzialmente, ci sono due elementi in più: un sottile strato d'acqua, poco più di  un'estesa pozzanghera, ed i resti di una grossa piovra marina con una specie di meteorite piantato nel cranio.
Non potete trattenere una risata.
Usciti dalla pozza andate a stendervi sul prato asciutto.
Fissate per un po' il cielo nero. Non è un granchè ma lo sistemerete.
Avete un sacco di azioni per farlo.
C'è tempo.
Per ora, vi godete il meritato riposo.
Finalmente.
Liberi.

   - FINE -




TAAADAAAAAH : D É finita : D
Non ci credete, vero? Io personalmente no. Ok, proprio finita finita no: servono i vostri personali epiloghi. Vorrei che li scriveste, sarebbe carino vedere cosa avete intenzione di fare dopo : ) Proseguirete le ricerche? Tornerete dai progettisti? Contribuirete allo sviluppo del nodo? Ovviamente gli epiloghi devono essere coerenti con i vostri ricordi, anche se nulla vieta un cambio di rotta finale. Ah, per Harlan: se vuoi Plasmare il mondo, come sarebbe giusto, ci tengo a sottolineare che quella parte dell'apprendistato non era completa ed avrai bisogno di vari tentativi prima di padroneggiare l'uso dell'Obelisco, oppure potresti cercare qualcuno in grado di aiutarti... ogni nodo, solitamente, ha un plasmatore, a meno che non sia morto o scomparso. I Plasmatori viaggiano tanto. Comunque, da questo momento in poi avete carta bianca.
30 pagine di forum... che bello ;D quest'avventura, durata più di un anno (il primo topic risale allo 08/02/11 (hey, sei giorni fa c'era l'anniversario D: ) ) finirà dritta dritta, quando avrò un sito, nella raccolta di dossier del Progetto Plansiet. Per ora ce ne sono due, e questo è l'unico finito :| Il primo è il racconto di come Gray abbia perso la brocca e per ora conta trenta pagine. Non sarebbe male, se non fosse che è circa un anno che non lo tocco :|
Alcune questioni sono rimaste in sospeso, ne sono certo. La maggior parte volutamente, dato che la vostra storia si intreccia con quella di Will, il protagonista del videogioco che sto sviluppando e che, se continua così, non vedrà mai la luce ( :sob: ). A proposito, ho intenzione di rilasciare per i curiosi il level editor "embrionale", ovvero quello che ho programmato fino ad ora. La fine di Will, quella di Gray, quella di Anabell, di McConnor, Michael, Gaia... solo il tempo ce le svelerà. Tornando al gdr, siete liberi di fare tutte le domande che volete. Diverse cose non sono state spiegate involontariamente ed alcuni dettagli saranno esplicati su richiesta. Non sapendo neanche io ciò che manca, vi prego di fare domande, di chiedere ciò che vi viene in mente a proposito della trama e delle situazioni.
Bene, detto ciò voglio solo ringraziarvi per il tempo che mi avete donato e con il quale avete ripagato le mie fatiche. L'ho trovata un'esperienza divertente, se devo essere sincero, seppure in certi momenti un po' fiaccante. A voi che ne è parso? Soddisfatti? Spero di si.
Ah, una cosa: mi riservo il diritto di ritoccare lievemente alcune parti della storia per concordarle con le storie di Plansiet venture, lasciando a questa comunque la precedenza.
Bon, non credo di avere altro da scrivere se non...
A te, Dyni Crippler, l'Agente della Morte.. a te,  Federinik, il Gran Fuciliere... a te, Harlan Draka, il Plasmatore... a te, Sun Shiranui, il Sommo Alchimista...
A tutti voi, Avventurieri...
Grazie per aver giocato.

Firmato: axel992, il Master
« Ultima modifica: 14 Febbraio 2012, 18:46:37 da Il Master »
http://laxel992.deviantart.com <----Profilo su deviantart

Offline Sun Shiranui

  • Amministratore
  • Utente Eroico
  • *****
  • Post: 6.666
  • Reputazione: 666
    • Mostra profilo
  • Nome Skype: [hmmsun]
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #598 il: 14 Febbraio 2012, 20:00:30 »
Prima di scrivere l'epilogo vero e proprio, discuto con i miei compagni, visto che ciò che voglio fare includerà anche loro.
---


Dopo una lunga avventura e numerose, estenuanti battaglie, finalmente siamo tornati a quel luogo che mi aveva affascinato di più durante la nostra avventura. Le possibilità che ci sono concesse dall'obelisco sono immense.
Ora che la nostra vita ha raggiunto uno stato più stabile, ora che sappiamo chi siamo, è arrivato il momento di rispondere alla domanda: cosa ci aspetta adesso?
Mentre siamo stesi sul prato, mi alzo a sedere, e mi rivolgo ad Harlan: "Harlan, la mia vita è stata interamente dedicata alla ricerca, fino al punto di cercare aiuto nei progettisti per ottenere maggiore conoscenza. Ci ritroviamo ora con un nodo da plasmare, e tu sei l'unico che puoi farlo. Mi assisterai nella mia rinnovata ricerca? Creiamo insieme il nodo più sviluppato di Plansiet. Troviamo le basi del funzionamento dell'universo. Diventiamo rivali dei Progettisti. Già immagino i miglioramenti che possiamo apportare alla pozione curativa... sì, sono sicuro si possa modificare in modo da rallentare l'invecchiamento... condividi il mio sogno? Svilupperemo grandi tecnologie e le utilizzeremo per migliorare prima noi, poi il resto di Plansiet. Magari riusciremo ad aiutare Will ed AnaBell, se mai torneranno qui."
Poi mi rivolgo al resto dei nostri compagni.
"Qualunque cosa decidiate di fare, assicuriamoci di poter comunicare tra noi, ovunque vi troviate. Anche se le nostre strade potranno divergere, non dobbiamo dimenticare le nostre origini. Gradite una tazza di tè?"
Mi alzo e mi dirigo verso il tavolo dove avevamo preparato le tazzine da tè, la prima volta che avevamo usato l'obelisco.

Offline The F Guy

  • The Council
  • Utente Eroico
  • *
  • Post: 2.467
  • Reputazione: 399
  • Super-Utente-Mega- Esponenziale-Rullante
    • Mostra profilo
    • TecnologiaSemplice.it
Re:[La Proposta di Axel] The role of the Ring.
« Risposta #599 il: 19 Febbraio 2012, 15:32:02 »
Ma si, facciamoci una chiacchierata prima di decidere cosa fare del resto della nostra vita, ce lo siamo meritato XD

______________________________

"In vero, mio buon Sun" - comincio, soddisfatto dell'esito della battaglia, come un affamato dopo un'abbuffata -, "non potrei essere più entusiasta del tuo progetto! Ma ciò che voglio è ormai secondario, perché sebbene io abbia concluso la mia missione (almeno, la prima), scortando il Plasmatore a casa, in cuor mio so che non vi è scopo più nobile che contribuire alla creazione, alla nascita, ben più ora che prima dopo tanta devastazione. Andrò dunque dove il Plasmatore vorrà andare e farò ciò che mi dirà di fare. E qualcosa mi dice che se Harlan deciderà di riplasmare il nodo, lo farà maledettamente bene. E se sarà fatto maledettamente bene, ai Progettisti non andrà giù. E se ai Progettisti non andrà giù, questa mia Carabina avrà ben presto nuove teste da sfondare."

"Inoltre, Signore" - rivolgendomi ad Harlan con voce improvvisamente greve - "vi è ancora l'urgente compito di trovare le cause della catastrofe che spezzarono la vita e lo spirito del vostro Maestro. Ma sono sicuro che una ricerca in vasta scala sull'intera Plansiet è cosa ardua (se non impossibile) senza un campo base ben strutturato ed un'organizzazione fidata. Mi permetto quindi di suggerire di stanziarci qui. L'Obelisco sarà l'inizio di tutto. Il nodo verrà riplasmato e condotto alla grandezza, ne sono certo. Abbiamo i mezzi, le capacità e le motivazioni per farlo. E quando poggeremo i piedi su una terra senza insidie, allora muoveremo i primi passi e cominceremo la ricerca della Causa. Sono sicuro che la posizione di Dyni sarà utilissima: un Agente della Morte deve avere la sua rete di contatti e saprà sicuramente come muoversi senza alzare un polverone."

Rivolto adesso a Dyni - "È chiaro, buono Dyno, che non pretendo mica che tu condivida le tue risorse senza ottenerne un tornaconto! Devi pur sempre portare a termine il tuo lavoro di mietitore! Sono ben disposto ad offrirti il mio aiuto nei tuoi 'incarichi', quando i miei principi non me lo impediranno. La Falce non è l'ideale per uccidere a distanza e sai bene che dove tu non arrivi per lontananza, io sopraggiungo preciso e letale. Se poi dovessimo aggiungere alle nostre capacità quelle di un abile alchimista, padre di veleni spietati ed invisibili, e quelle di un arcanista che non teme rivali, capace di dipingere nella mente di chiunque ciò che vuole, direi che i cattivi devono cominciare a rigare dritto, o arriverà il Babau a portarli via non appena chiudono gli occhi."

"In pratica, vinciamo tutti: riplasmiamo il nodo, sfottiamo i Progettisti, kickiamo i culi dei cattivi nel mirino degli Agenti e troviamo la causa che ha devastato casa nostra."

"Ho appena detto 'casa nostra'? Uhm. Fa un certo, effetto, non trovate? 'Casa nostra!'. Suona bene."

Infine, ancora a Sun - "Si, Sun, grazie mille, gradirei molto del té. Se non si è raffreddato troppo durante il mio interminabile soliloquio. È rimasto del latte per caso?"
______________________________

@Axel: il topic è stata davvero un'iniziativa interessante e stimolante. Non avrei mai detto che ci scrivevamo da più di un anno, incredibile. Ottimo finale, sono risultato piuttosto figo :D Non vedo l'ora di leggere la versione romanzata e sono ansioso di provare la beta del gioco ed in generale tutto il materiale che ruota attorno al racconto. Dal canto tuo, hai fatto davvero un lavoro ottimo ed immane, non credo che avrei mai avuto la tua pazienza oltre che alla tua creatività. Sono curioso di vedere la risposta di un eventuale pubblico :sisi: Beh, vedremo.
« Ultima modifica: 19 Febbraio 2012, 15:35:51 da The F Guy »